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Africa

Libero il sacerdote rapito in Nigeria

Era stato rapito da uomini armati nella canonica della sua parrocchia nella notte del 29 ottobre e il giorno successivo è stato liberato

 

È durato poco, per fortuna, il sequestro di padre Padre Thaddeus Tarhembe, sacerdote della parrocchia di Sant’Anna di Sarkin Kudu Ibi, nello stato centro orientale di Taraba. Era stato rapito nelle prime ore di domenica 29 ottobre ed è stato liberato nella tarda sera del giorno successivo. Secondo il racconto di alcuni testimoni, molte persone armate avevano fatto irruzione nella canonica della parrocchia e lo avevano portato via. Monsignor Mark Nzukwein, vescovo di Wukari, la diocesi di cui fa parte la parrocchia di Sant’Anna, lo aveva confermato con un comunicato precisando che i malviventi erano quattro. Monsignor Nzukwein aveva quindi esortato i fedeli a pregare perché padre Thaddeus possa tornare presto a casa sano e salvo. Le preghiere sono state esaudite con grande sollievo della comunità dei fedeli. Solo pochi giorni prima nello stato di Kwara, nel centro ovest del paese, erano stati rapiti quattro monaci benedettini e uno di loro è stato ucciso mentre gli altri tre sono stati liberati dopo pochi giorni, forse in seguito al pagamento di un riscatto. I sequestratori – così hanno detto i monaci sopravvissuti – hanno spiegato di aver ucciso il loro compagno solo per dimostrare che stavano facendo sul serio. Come nel loro caso, si suppone che il rapimento di padre Thaddeus sia a scopo di estorsione, quindi non motivato da odio religioso. Ma in merito a ciò sia le autorità religiose della diocesi che la polizia ancora non hanno fatto dichiarazioni. I sequestri sono diventati un crimine ormai comune in Nigeria e sempre più spesso i malviventi prendono di mira anche i religiosi. Poche ore prima del rapimento di padre Thaddeus altre quattro persone erano state rapite da un gruppo armato poco lontano. Si tratta di una donna, delle sue due figlie e di una collaboratrice domestica, quest’ultima liberata subito dopo. A fine settembre la polizia ha arrestato una ventina di persone appartenenti a una delle numerose bande armate responsabili dei rapimenti. Durante l’operazione sono state sequestrate delle armi e del denaro frutto dei riscatti pagati per la liberazione delle persone rapite.