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Sacerdoti nel mirino

Liberi due sacerdoti rapiti in Nigeria

Padre Kanwa è stato rapito insieme al suo assistente da una banda di cui fanno parte il segretario della sua chiesa e un altro fedele

 

Sono stati rilasciati dai loro rapitori Padre Ken Kanwa, parroco della chiesa di Saint Vincent De Paul Fier di Kwande che fa parte della diocesi di Pankshin, e il suo assistente, padre Jude Nwachukwu, due missionari Claretiani (Missionari figli del Cuore Immacolato di Maria) rapiti il 1° febbraio in Nigeria, nello stato di Plateau. Non c’erano dubbi che si trattasse di un ennesimo sequestro a scopo di estorsione, un crimine che ormai in Nigeria colpisce molte persone di ceto medio – spesso bambini e ragazzini – per riscatti anche di poca entità. I sequestri, rivela un recente rapporto, sono un fenomeno criminale reso possibile anche grazie alla complicità delle banche. Come spiega l’agenzia Fides che ha riportato la notizia del rapimento, è attraverso le banche che vengono pagati la maggior parte dei riscatti. In Nigeria ci sono 133milioni di conti bancari, cinque milioni dei quali sono falsi. Le banche utilizzano carte d’identità rubate di persone morte per aprire conti che vengono utilizzati dai rapitori per ricevere i pagamenti. Ma il rapimento del 1° febbraio è stato reso possibile anche da altre complicità. Quasi subito hanno incominciato a circolare voci sul possibile coinvolgimento di persone vicine o addirittura dentro la chiesa, voci che si sono rivelate fondate il 5 febbraio quando, subito dopo che alla diocesi era pervenuta la richiesta di 25 milioni di naira pari a quasi 17.000 euro come riscatto, sono state arrestate quattro persone che si ritiene abbiano preso parte al sequestro. Si tratta di due cattolici, uno dei quali – il capo – è il segretario finanziario della parrocchia, un fedele della Chiesa di Cristo nelle Nazioni, una congregazione che ha sede a Jos, la capitale dello stato di Plateau, e una quarta persona che non risulta essere un frequentatore della chiesa.