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demonologia

L'esperienza sul campo degli esorcisti riuniti a Sacrofano

Dal 21 al 25 settembre si è svolto il XV Convegno Nazionale Italiano dell’Associazione Internazionale Esorcisti (AIE), con circa 120 partecipanti. Al centro le testimonianze su alcuni casi e l'eredità di don Amorth a dieci anni dalla morte.

Borgo Pio 26_09_2026

L'esperienza pastorale degli esorcisti è stata al centro del XV convegno nazionale dell'AIE (Associazione Internazionale Esorcisti) che ha riunito circa 120 partecipanti presso la Fraterna Domus di Sacrofano (Roma). L'evento si è svolto dal 21 al 26 settembre, a dieci anni dalla morte di don Gabriele Amorth (ricordato anche con un apposito convegno il 16 settembre, nel giorno esatto dell'anniversario). Presenti anche il cardinale vicario Baldassarre Reina, i vescovi Mario Vaccari (Massa Carrara-Pontremoli) e Andrea Bruno Mazzoccato (emerito di Udine) e la criminologa Beatrice Ugolini. A condurre i lavori il presidente dell'AIE, mons. Karel Orlita.

Tra le situazioni concrete condivise da alcuni esorcisti c'è la testimonianza di fra Benigno Palilla, dell'arcidiocesi di Palermo, su «una giovane posseduta dal maligno, liberata dopo due anni e mezzo. Una condizione di sofferenza, la sua, frequente nelle giovani generazioni, spesso causata da lontananza dai sacramenti, ateismo, sedute spiritiche, pratiche occulte. Le tribolazioni sofferte dalla giovane avevano alimentato una profonda aggressività nelle sue relazioni con gli altri e un odio di sé culminante in pensieri suicidari. Fra Benigno ha sottolineato che la liberazione definitiva della donna avvenne nel giorno della memoria liturgica di san Pio da Pietrelcina, e il suo cuore fu avvolto da una grande pace interiore dopo aver fatto dono totale della sua vita a Dio. Felicità a tal punto traboccante che tutto le apparve rinnovato dal ritrovato amore per la vita».

Il comunicato dell'AIE riporta anche l'esperienza di «don Angelo Barra, esorcista ad actum della diocesi di Salerno, nel suo intervento ha descritto la vicenda di una giovane vittima di abusi familiari. Tornata da un viaggio, accusò forti dolori fisici che si acuivano durante la Messa. La sola lettura dei passi del cap. 16 degli Atti degli Apostoli, operata dal sacerdote, manifestò l’azione straordinaria scatenando in lei un terremoto interiore. Le benedizioni, come il sostegno orante di due comunità cattoliche in Africa, determinarono la liberazione della giovane, facendo emergere che la stessa era stata vittima di una consacrazione rituale da parte di una setta nel luogo in cui si era recata».

Tra i numerosi temi toccati il ruolo della Madonna, «alleata e scudo per esorcisti e quanti sono tribolati», esaminato nella relazione di padre Salvatore Perrella, già Preside della Pontificia Facoltà Teologica “Marianum” di Roma; e il ruolo della musica e del canto sacri, che «sono profondamente legati alle altezze del ministero angelico, e per questo possono essere utilizzati con beneficio nel ministero esorcistico» – a parlarne è stato don Giuseppe Grassi, esorcista dell’arcidiocesi di Brindisi-Ostuni.

L'eredità di don Gabriele Amorth è stata invece ripercorsa dal vicepresidente dell'AIE, padre Francesco Bamonte, e da don Marcello Lanza, esorcista della diocesi di Acerra, che «ha illustrato nella sua relazione la componente mistica nella vita, nella vocazione e negli insegnamenti di don Amorth, intesa come processo di conformazione a Cristo. Nella prassi esorcistica ciò è di grande importanza, perché se il ministero è unito misticamente al Liberatore che è Cristo, il diavolo ne esce ancora più sconfitto».