Leone XIV: le fake news e la buona notizia della Risurrezione
Il Vangelo invita a scegliere tra due "notizie": quella menzognera delle guardie corrotte che sostengono il trafugamento del corpo o la testimonianza di chi ha incontrato il Risorto: «Egli stesso diventa così la buona notizia da testimoniare nel mondo».
È una scelta tra verità e fake news quella che il Vangelo pone di fronte al lettore oggi come duemila anni fa, osserva Leone XIV nel Regina Caeli del lunedì dell'Angelo: «Il Vangelo di oggi (Mt 28, 8-15) ci chiede di scegliere tra due racconti: o quello delle donne, che hanno incontrato il Risorto (v. 9-11), o quello delle guardie, che sono state corrotte dai capi del sinedrio» e affermano che non è risorto ma il suo corpo è stato trafugato.
«Da uno stesso fatto, il sepolcro vuoto, sgorgano due interpretazioni: una è fonte di vita nuova ed eterna, l’altra di morte certa e definitiva». Anche nella "buona notizia" della Risurrezione (che è al contempo la "vera notizia") «il racconto della verità viene oscurato da fake news, come si dice oggi, cioè da menzogne, allusioni e accuse senza fondamento». Queste ultime non riescono però a tenere chiusa la verità, «ci viene incontro, viva e raggiante, illuminando le tenebre più fitte. Come alle donne giunte al sepolcro, anche a noi oggi Gesù dice: "Non temete! Andate ad annunciare" (v. 10). Egli stesso diventa così la buona notizia da testimoniare nel mondo».

