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discorso

Leone XIV: la musica celeste che risuona nella notte santa

Le parole del Papa al termine del concerto della Cappella Musicale Pontificia Sistina: «ci ha fatto meditare il mistero del Natale con il linguaggio della musica e del canto, linguaggio capace di parlare, oltre che alla mente, anche al cuore».

Borgo Pio 05_01_2026
Foto Vatican Media/LaPresse

È stato un breve discorso ma decisamente evocativo quello rivolto da Leone XIV ai partecipanti al concerto di Natale della Cappella Musicale Sistina sabato 3 gennaio. Un concerto «ci ha fatto meditare il mistero del Natale con il linguaggio della musica e del canto, linguaggio capace di parlare, oltre che alla mente, anche al cuore», ha detto il Papa, congratulandosi con il Maestro Direttore Monsignor Marcos Pavan e con il Maestro dei Pueri Michele Marinelli.

«Non c’è Natale senza canti», e non solo nel celebrarlo, ma nello stesso «Avvenimento di Betlemme» quando «gli angeli in cielo cantavano “Gloria a Dio e pace in terra”» e dal «primo “concerto di Natale”» intonato dai pastori che «se ne tornarono lodando e ringraziando Dio (cfr Lc 2,20). E mi piace pensare che l’abbiano fatto anche cantando e magari suonando qualche flauto rudimentale», ha aggiunto Leone XIV.

Infine una "musica" ancora più segreta è risuonata in quella notte «in luogo silenzioso, raccolto, sensibilissimo: parlo naturalmente del cuore di Maria», ha detto il Papa, esortando «ad ascoltare nel silenzio la voce del Signore, per seguire fedelmente la parte che Lui ci affida nello spartito della vita».  Infine il pensiero «ai bambini che, in tante parti del mondo, hanno vissuto questo Natale senza luci, senza musiche, senza nemmeno il necessario per la dignità umana. Il Signore, al quale abbiamo voluto elevare stasera i nostri canti di lode, ascolti il gemito silenzioso di questi piccoli, e doni al mondo, per intercessione della Vergine Maria, giustizia e pace».