Leone XIV: la confessione ristabilisce l'unità con Dio
Il Papa incontra i partecipanti all'annuale Corso sul Foro Interno promosso dalla Penitenzieria Apostolica, ricordando ai sacerdoti «l'altissimo compito» di «ricostruire l’unità delle persone con Dio attraverso la celebrazione del Sacramento della riconciliazione».
Nella scarsa sollecitudine nel far ricorso alla confessione «è come se l’infinito tesoro della misericordia della Chiesa restasse “inutilizzato”», osserva Leone XIV rivolgendosi ai partecipanti all'annuale Corso sul Foro Interno promosso dalla Penitenzieria Apostolica. Un sacramento che definisce «laboratorio di unità», poiché «ristabilisce l’unità con Dio» generando così «l’unità interiore della persona e l’unità con la Chiesa; perciò favorisce anche la pace e l’unità nella famiglia umana».
Unità che il peccato non può rompere sul piano ontologico («anche il peccatore rimane totalmente dipendente da Dio Creatore, e tale dipendenza, quando viene riconosciuta, può aprire la strada della conversione»), ma su quello spirituale sì, e la «drammatica possibilità» di voltare le spalle a Dio «è tanto reale quanto lo è il dono della libertà, che Dio stesso ha fatto agli esseri umani». E in quanto liberi sono anche responsabili dei propri atti.
La Chiesa stessa viene edificata nel confessionale, «arricchita della santità rinnovata dei suoi figli pentiti e perdonati». Ristabilire l'unità con Dio e con la Chiesa, è «il presupposto dell’unità interiore delle persone, oggi così necessaria, nel tempo della frammentazione che ci è dato di vivere». Unità di cui le nuove generazioni sentono il bisogno, tra «le promesse non mantenute di un consumismo sfrenato e l’esperienza frustrante di una libertà svincolata dalla verità», che possono tuttavia trasformarsi «per divina misericordia, in occasioni di evangelizzazione», rispondendo alla «nostra insopprimibile domanda di verità e d’amore, perché possiamo accogliere il Mistero in cui "viviamo, ci muoviamo ed esistiamo" (At 17,28)».

