Leone XIV: dove il male imperversa, Gesù ama definitivamente
Con la Messa in Coena Domini il Papa ha dato inizio al Triduo pasquale: «Varchiamo questa soglia non come spettatori, né per inerzia, ma coinvolti a titolo speciale da Gesù stesso».
Con la Messa in Coena Domini del Giovedì Santo Leone XIV ha dato inizio al suo primo Triduo pasquale da Pontefice. Il rito è stato riportato nella cattedrale di Roma, San Giovanni in Laterano, dopo le "trasferte" del precedente pontificato. È una soglia, quella del «Triduo Santo della passione, morte e risurrezione del Signore», che il Papa invita a varcare «non come spettatori, né per inerzia, ma coinvolti a titolo speciale da Gesù stesso: come invitati alla Cena nella quale il pane e il vino diventano per noi Sacramento di salvezza». È l'amore «fino alla fine» sottolineato dal Vangelo di Giovanni: «Nel mondo, proprio lì dove il male imperversa, Gesù ama definitivamente, per sempre, con tutto sé stesso».
Del Sacramento è esempio anche il gesto della lavanda dei piedi (compiuto a 12 sacerdoti, a segnare un altro ritorno alla tradizione o semplicemente alla normalità nei riti papali), che «è molto di più che un modello morale», perché «è gesto che fa sintesi della rivelazione di Dio, segno esemplare del Verbo fatto carne, sua memoria inconfondibile». Per spiegare questo abbassamento del Verbo e anche le resistenze di Pietro e nostre, il Papa "gioca" con la parola servire: «siamo sempre tentati di cercare un Dio che “ci serve”, che ci faccia vincere, che sia utile come il denaro e il potere. Non comprendiamo invece che Dio ci serve davvero, sì, ma col gesto gratuito e umile di lavare i piedi: ecco l’onnipotenza di Dio». Nella stessa prospettiva si colgono l’«istituzione dell’Eucaristia e dell’Ordine sacro» e il legame intrinseco tra i due sacramenti, che «rappresenta la perfetta donazione di Gesù, sommo Sacerdote ed Eucaristia vivente in eterno».
Celebrazione unica, il Triduo prosegue oggi pomeriggio con la Passione del Signore in San Pietro e domani sera con la Veglia pasquale nella notte santa, quella che sant'Agostino definiva la «madre di tutte le veglie».

