Schegge di vangelo a cura di don Stefano Bimbi
San Pio X a cura di Ermes Dovico
abusi

Lavori in corso a Lourdes, arriva il Papa e scompare Rupnik

Ascolta la versione audio dell'articolo

Quei mosaici controversi avrebbero costituito uno sfondo imbarazzante per la visita papale di settembre, che invece sarà l'occasione per portare a compimento i passi già intrapresi dal vescovo Micas, dopo la parziale copertura avvenuta durante il giubileo. Ora saranno coperti definitivamente e lo resteranno anche dopo la partenza di Leone XIV.
- Dossier: il caso Rupnik

Ecclesia 21_08_2026

I mosaici di Marko Ivan Rupnik ancora parzialmente visibili nel santuario di Lourdes, sulla facciata della basilica di Nostra Signora del Rosario, saranno coperti integralmente per la visita di Leone XIV a settembre e lo resteranno anche dopo. Per toglierci ogni dubbio abbiamo chiesto e ricevuto telefonicamente conferma all'ufficio stampa del santuario dopo aver letto l’annuncio del vescovo Jean-Marc Micas dato in esclusiva ieri, 20 agosto, a La Dépêche du Midi, quotidiano regionale francese. La decisione porta a compimento i passi precedentemente compiuti in questa direzione dal presule, personalmente convinto dell’opportunità di rimuoverli, come dichiarò nel luglio 2024 quando, scontratosi con una dura opposizione alla sua proposta nella commissione creata ad hoc l’anno precedente, scelse di non illuminarli più durante il Rosario serale. Lo definì un «primo passo» in attesa che la riflessione maturasse, per non alimentare con decisioni isolate una situazione già incandescente, seguito nell'anno giubilare dalla copertura delle porte. 

Per superare lo stallo ci voleva il Papa a Lourdes: «è l’occasione per fare un passo in avanti», ha detto il vescovo a La Dépêche du Midi, annunciando che «tutte le opere presenti sulla facciata saranno coperte, quindi decorate a tema con il viaggio apostolico di Leone XIV». A conferma che non sarà solo un maquillage temporaneo, giusto per evitare imbarazzi papali, Micas ha precisato che «i mosaici resteranno coperti dopo il pellegrinaggio del Santo Padre, al termine del quale si avvierà una nuova riflessione. La commissione attuale sarà ampliata, includendo in particolare artisti e teologi, al fine di riflettere sul futuro della facciata della basilica». Infine sottolinea «la dimensione simbolica del messaggio di Lourdes in relazione alle vittime di violenze sessuali», per cui, malgrado le opere del sacerdote-mosaicista siano sparse in tutto il mondo e ce ne siano anche di più grandi, il santuario pirenaico è costantemente sotto i riflettori.

Sin da quando aveva istituito la commissione mons. Micas non è rimasto indifferente al problema posto da quelle opere in seguito alle accuse di abusi a carico del loro autore –  opere la cui visione, in seguito all’esplosione del “caso”, avrebbe finito per ferire ulteriormente quei pellegrini reduci da situazioni di abuso e proprio in un luogo dove si va a cercare guarigione, fisica e spirituale, come evidenziato dal presule, intervistato dalla rivista cristiana La Vie nel marzo 2023, citando non solo Lourdes ma anche «un altro luogo di guarigione, ovvero la tomba di Padre Pio da Pietrelcina». All’“oscuramento” decretato nel 2024 fece seguito la copertura parziale l’anno seguente: dal 31 marzo 2025 vennero posti dei pannelli sulle “porte mosaicate” al centro della facciata, affinché nessuno rinunciasse a varcarle nell’anno giubilare.

Più di recente a Lourdes è stato protagonista un altro mosaico, non di Rupnik questa volta, bensì di una delle sue accusatrici, suor Samuelle, autrice di un’opera “totale” intitolata Renaissance. La Symphonie des tesselles che include la realizzazione di un «mosaico di riparazione» in omaggio alle vittime di abusi, composto da 200 frammenti (destinati, dopo l’esposizione, a venire smembrati e collocati in numerosi luoghi di culto), da una sinfonia di Baptiste Capitanio, e da un docufilm del regista Quentin Delcourt che uscirà nel 2027. Le ultime tessere del mosaico sono state poste da suor Samuelle il 30 giugno scorso a Lourdes, dove saranno poi custoditi i frammenti 1 e 200.

La mano di Rupnik restava però ancora ben visibile sul resto della facciata della basilica, malgrado la copertura delle porte centrali. Uno sfondo decisamente ingombrante per la visita papale, specialmente dopo il comunicato vaticano del 7 agosto: «Durante il suo prossimo viaggio apostolico in Francia, papa Leone XIV incontrerà in forma privata, alcune persone vittime di abusi nella Chiesa. Le stesse vittime saranno coinvolte nella preparazione di tale momento. Ulteriori dettagli saranno eventualmente forniti successivamente». L’appuntamento non è ancora inserito nel programma del viaggio presente sul sito della Santa Sede ma appare già in quello pur sempre ufficiale dei vescovi francesi con orario e modalità da definire, nel pomeriggio di domenica 27 settembre, dopo l’incontro privato con le religiose del Carmelo di Lourdes. Sarebbe stato alquanto stridente l’incontro del Papa con le vittime di abusi all’ombra di opere associate proprio a quella piaga.

Vale altresì la pena di ricordare che una implicita anticipazione si era già vista in Quaresima: col pontificato di Leone XIV il ritorno degli esercizi spirituali in Vaticano alla presenza del Papa, non è avvenuto nella sede precedente, la cappella Redemptoris Mater che consacrò la fama artistica dell’ex gesuita, bensì nella più “neutra” cappella Paolina. Ma vale anche la pena di osservare che oggi non staremmo a chiederci cosa fare delle controverse opere se, a suo tempo, ci si fosse posti un’altra domanda, sulla necessità di mosaicare Lourdes, la Redemptoris Mater e infiniti altri luoghi, per esempio la tomba di san Pio da Pietrelcina, menzionata da mons. Micas. Se Lourdes può fare da apripista e sbloccare le reticenze sulla copertura dei mosaici, a San Giovanni Rotondo ci sarebbe paradossalmente una soluzione più semplice “dal basso” almeno per dare un segnale: andarci solo nei mesi freddi, quando, per ragioni logistiche e meteorologiche, dalla nuova chiesa il santo viene riportato nella vicina cripta di Santa Maria delle Grazie. Lo si potrà pregare in santa pace senza incrociare lo sguardo dei caratteristici personaggi dagli invadenti occhioni neri.



LA DENUNCIA

Vittime ignorate, il processo a Rupnik è un altro scandalo

27_07_2026 Riccardo Cascioli

L'avvocato Sgrò denuncia la mancanza di informazioni minime per garantire un giudizio giusto: le vittime non sono state sentite e viene negato anche di sapere il nome dei giudici: «Come si può garantire la giustizia con un processo condotto nella totale oscurità?». Eppure i fatti sono già stati accertati.
DOSSIER: Il caso Rupnik

scandali

Zanchetta e Rupnik, segnali di svolta nel nuovo pontificato

11_06_2025 Nico Spuntoni

Fine del soggiorno romano per il vescovo argentino abusatore, mentre l'appello di O'Malley a rimuovere dai media vaticani le opere del prete-mosaicista trova finalmente ascolto dopo un anno e un conclave. Novità che lasciano sperare in un cambio di registro nella lotta agli abusi.

ABUSI SESSUALI

Scandalo Rupnik, il processo è diventato una farsa

24_07_2026 Riccardo Cascioli

La smentita della Sala stampa vaticana riguardo la notizia dell'assoluzione di padre Rupnik, accusato di aver abusato sessualmente di almeno venti religiose, fa nascere nuove domande. Il timore è che il sistema di protezione di Rupnik piloti il processo, di cui peraltro non si sa nulla.
DOSSIER: Il caso Rupnik

scandalo

Mano tesa dei Gesuiti alle vittime di Rupnik, il Vaticano tace

29_03_2025 Luisella Scrosati

La Compagnia di Gesù offre «un percorso di verità e riconoscimento» alle venti donne che hanno subito abusi dall'ex gesuita, che il cardinale De Donatis si ostina a proteggere, mentre Oltretevere il processo canonico tarda ad arrivare.

abusi

Lourdes rompe gli indugi, coperti i mosaici di Rupnik

Opere associate a uno scandalo in un luogo di guarigione? Una contraddizione sempre più impensabile per il vescovo della località mariana che, dopo averle oscurate, comincia a coprirle. Un primo, anzi un secondo passo, nonostante le opposizioni.

mosaici perduti

Kornoukhov: la mia opera distrutta per far posto a Rupnik

Il mosaicista russo parla a La Bussola della distruzione delle sue opere nella cappella Redemptoris Mater e punta il dito sull'ex gesuita che da lì iniziò la sua inarrestabile carriera. Il sospetto di un "golpe artistico" all'origine di un mito intoccabile malgrado gli scandali.