Latina, don Leonardo Maria Pompei scomunicato per scisma
La dichiarazione è arrivata al termine del processo penale extragiudiziale a carico del sacerdote, già parroco di Sermoneta, sospeso a divinis nel settembre 2025 dopo aver detto anche via social di non sentirsi più in comunione con l'attuale gerarchia della Chiesa.
Arriva la scomunica per don Leonardo Maria Pompei, che a settembre 2025 era stato sospeso a divinis dopo aver detto di non sentirsi più in comunione con l'attuale gerarchia della Chiesa. Allora al sacerdote, molto attivo sui social e incardinato nella diocesi di Latina-Terracina-Sezze-Priverno, era stato imposto «sotto pena di sospensione, di non convocare alcun incontro o assemblea parrocchiali con i fedeli della parrocchia di S. Maria Assunta in Cielo in Sermoneta, e di sospendere qualunque tipo di attività sui social media», ma la violazione del precetto ne aveva determinato la sospensione.
I fatti, ricordati nella nota di venerdì 11 settembre, risalgono all'agosto 2025 «quando don Pompei, dopo un periodo di confronto con il vescovo Crociata, comunicava a quest’ultimo le dimissioni da Parroco di S. Maria Assunta in Sermoneta, e inoltre di non sentirsi più in comunione con il Vescovo Diocesano e nemmeno con il Papa e con tutti i vescovi della Chiesa cattolica, come pure di non voler più celebrare la messa secondo la liturgia del Concilio Vaticano II».
Un anno dopo «il vescovo Mariano Crociata comunica al clero e ai fedeli che in questi giorni è stata dichiarata la scomunica latae sententiae» a carico del sacerdote, «per aver commesso il delitto di scisma». È l'esito del «processo penale extragiudiziale, condotto dalla Diocesi di Latina, su mandato del Dicastero per la Dottrina della Fede, concluso a maggio scorso con il decreto di condanna in contumacia». Il vescovo comunica inoltre che la scomunica si estende anche a «coloro che partecipando alle celebrazioni del reo intendano manifestare il loro rifiuto di sottomissione al Romano Pontefice e/o di comunione con i membri della Chiesa a Lui soggetti».


