La Madonna delle Rose e il legame con i santi francescani
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Luogo centrale della mariofania, non ancora riconosciuta, di San Damiano (Piacenza) è il “Giardino di Paradiso”, che ha quattro santi protettori: tutti francescani. Le profezie avveratesi: così il parroco di Mamma Rosa, all’inizio scettico, credette alle apparizioni.
Da un mese è iniziato l’Anno di San Francesco, indetto da Leone XIV perché nel 2026 cade l’ottavo centenario della morte del Poverello d’Assisi († 3 ottobre 1226). Questo anno giubilare ci dà l’occasione, tra le tante, di ricordare lo speciale legame tra il francescanesimo e le apparizioni occorse tra gli anni Sessanta e Ottanta del XX secolo – seppur non ancora riconosciute dalla Chiesa – a Rosa Buzzini Quattrini (26 gennaio 1909 – 5 settembre 1981): le apparizioni della Madonna delle Rose, a San Damiano, frazione di San Giorgio Piacentino.
Marco Lepore ha già descritto sulla Nuova Bussola le origini di questa dibattuta mariofania, che ebbe inizio con la guarigione improvvisa di Rosa il 29 settembre 1961 ad opera di colei che si rivelerà poi essere la Madonna (vedi qui); e anche come si è evoluto nel tempo l’atteggiamento delle autorità ecclesiastiche, ammorbiditesi dopo la morte di Rosa anche grazie all’intervento di san Giovanni Paolo II, il quale, venuto a conoscenza dei buoni frutti e delle vocazioni sorte a San Damiano, chiese di dare la dovuta assistenza spirituale ai pellegrini (vedi qui).Va ricordato che la stessa veggente obbedì sempre alle ingiunzioni dei due vescovi che guidarono la diocesi di Piacenza negli anni delle apparizioni – monsignor Umberto Malchiodi (dal febbraio 1968 proibì a Rosa di andare al pero del miracolo durante le apparizioni) e, poi, monsignor Enrico Manfredini (dal giugno 1970 le proibì di trasmettere ulteriormente i messaggi della Madonna) – mostrandosi vera figlia della Chiesa.
Umile contadina, sposa di Giuseppe Quattrini e madre di tre figli, Rosa era terziaria francescana. Ed esortava spesso a meditare sull’esempio di san Francesco, uno dei quattro protettori del Giardino di Paradiso, com’è chiamato il giardino di quella che fu la sua casa (un podere dato in mezzadria ai coniugi Quattrini, che erano poverissimi), dove la Madonna apparve più volte a Rosa. Un giardino visitato anche dalla Santissima Trinità e da innumerevoli angeli e santi. Gli altre tre protettori sono anch’essi francescani: sant’Antonio di Padova, san Leopoldo Mandic, san Pio da Pietrelcina. Ognuno di loro trasmette un significato preciso, come si apprende dal corpus di scritti che raccoglie le parole annotate da persone vicine a Rosa sulla base di quello che lei stessa riferiva di aver udito da Gesù, Maria e altri abitanti del Paradiso: «San Francesco ci rimanda all’imitazione di Cristo e ad una vita evangelica semplice; sant’Antonio, che nella tradizione popolare fa ritrovare gli oggetti perduti, viene a darci fame e sete di Dio, e ad aiutare l’uomo a ritrovarlo quando lo perde, a causa della sua vita di peccatore. Leopoldo Mandic passò moltissime ore nel confessionale: ci invita a fare dei frequenti esami di coscienza sotto l’attenta guida di Maria, e alla luce dell’amore misericordioso di Dio e della sua amorevole giustizia. […] Padre Pio è quello che ha sparso il suo sangue per l’umanità come Gesù» (cfr. Roland Maisonneuve, San Damiano all’alba del terzo millennio, Edizioni Villadiseriane, 2009, p. 203).
Proprio padre Pio (25 maggio 1887 – 23 settembre 1968), ancora in vita nei primi anni delle apparizioni, ha avuto un ruolo importante in tutta la vicenda di San Damiano, anche come guida spirituale di Rosa. La veggente andò a trovarlo per dodici volte a San Giovanni Rotondo, chiedendogli consigli e confessandosi con lui. Parroco di San Damiano era allora don Edgardo Pellacani, figlio spirituale del santo da Pietrelcina e inizialmente molto scettico sul fatto che Rosa vedesse la Madonna; affermava il sacerdote: «Attendevo una conferma del fatto che si trattasse di verità o di menzogna. Ho portato Mamma Rosa a San Giovanni Rotondo. Ho parlato varie volte a padre Pio di Mamma Rosa, e padre Pio mi ha dato una obbiettiva conferma della verità di quelle apparizioni» (ibidem, p. 31). Diversi altri testimoni, laici e sacerdoti, attestano come padre Pio parlasse bene di Rosa, del suo equilibrio, raccomandando di andare a San Damiano. Ad esempio don Vasco Pirondini, che visitava con una certa frequenza il cappuccino stimmatizzato, testimoniava: «Io ho sempre parlato di San Damiano con padre Pio. Mi diceva quello che diceva agli altri. Saluta la Rosa, che continui su questa strada» (ibidem, p. 32).
Torniamo a don Edgardo Pellacani, che conosceva bene Rosa già prima delle apparizioni, in quanto sua parrocchiana; ma quando la contadina iniziò ad avere esperienze mistiche, per un certo tempo non le credette e pensò che fosse diventata matta. Un giorno, ad esempio, Rosa andò a parlare a don Pellacani in sacrestia, dopo la Messa, e gli disse: «Signor parroco, questa notte ho visto la nostra chiesa piena, piena di gente. Ce n’era dappertutto, nella navata, nel coro, nel campanile». Il sacerdote la interruppe in malo modo, dicendole che doveva trattarsi di un sogno. Altro giorno, scena simile. Dietro richiesta della Madonna, Rosa tornò da don Pellacani: «Questa notte – gli disse – ho visto che lei distribuiva la Comunione per più di un’ora». Il parroco rispose con ironia, dicendole che solo se i morti al cimitero fossero risuscitati quella chiesa si sarebbe forse potuta riempire. Lo scetticismo di don Pellacani aveva le sue ragioni umane: all’epoca la parrocchia di San Damiano contava circa 150 abitanti – nemmeno tutti praticanti – e la chiesa, costruita prima che il paesino si spopolasse, disponeva di 750 posti. E come spiegava sempre lo stesso parroco: «Anche quando era giorno di solennità, la distribuzione della Comunione non durava mai più di 4 o 5 minuti» (ibidem, p. 25). Prima ancora delle conferme di padre Pio, furono i fatti a far cambiare idea a don Pellacani.
16 ottobre 1964: la Madonna appare a Rosa sul susino del suo giardino, spostandosi poi sul pero. E il pero, miracolosamente, fiorisce, come anche il ramo del susino toccato dalla Madre celeste. Migliaia di persone – come riportano le cronache dell’epoca – accorrono per vedere con i loro occhi quell’inspiegabile fioritura fuori stagione, durata 17 giorni. Don Pellacani aveva cercato, invano, di evitare che la notizia finisse sulla stampa. Più e più volte aveva interrogato Rosa sui particolari di quell’apparizione, senza mai sentirla contraddirsi. A un certo punto il sacerdote – sapendo che lei «era ignorante come una zucca» e parlava quasi solo in dialetto – si accorse di un cambiamento in Rosa. Un cambiamento che lui stesso, pochi mesi dopo la morte della veggente, descriveva così: «Rosa Quattrini parlava come non aveva mai parlato prima. Non che fosse forbita o dimostrasse un’istruzione che, poveretta, non aveva mai avuto. Ma usava parole italiane che non aveva mai pronunciato e dava ai suoi discorsi un ordine logico che le era del tutto sconosciuto. E poi, si comportava con molta sicurezza, dimostrando una disinvoltura che non le conosceva nessuno. Insomma, si era trasformata» (Gente, 30 dicembre 1981, p. 44).
Un esempio su tutti dell’ignoranza di Rosa. Un giorno la Madonna le disse: «Dovete pregare molto, perché la frammassoneria vuol fare tanto male alla Chiesa». La veggente incontrò poi un sacerdote e gli riferì così la richiesta: «Padre, si deve pregare tanto per una signora che fa molto male alla Chiesa». Alla domanda del prete su chi fosse quella signora, Rosa rispose: «La Madonna la chiama: la frammassoneria». Il sacerdote le spiegò cosa fosse la massoneria. E insieme, chiarito l’equivoco, risero di gusto.
Ciò che Rosa aveva profetizzato al suo parroco, nonché ad altre persone, si avverò. Ma la veggente si mantenne sempre umile, come testimoniava ancora don Pellacani: «Ho visto la mia chiesa piena: navata, coro e navate laterali, con folle di pellegrini sul sagrato e anche altrove. Numerose volte ho distribuito la Comunione per più di un’ora. Mai però Mamma Rosa è venuta a dirmi: “Vede Padre che avevo ragione!”. Non è mai venuta, mai».
Un’umiltà che di nuovo lega Rosa di Gesù-Maria (questo il nome con cui la chiamò la Santissima Vergine) a san Francesco. E torniamo al punto da cui siamo partiti, ricordando un ultimo particolare. La Madonna avrebbe annunciato a Rosa che a San Damiano si erigerà un santuario, da affidare ai frati cappuccini, e che «tutti gli stati del mondo […] verranno qua ai miei piedi». Il tempo dirà se anche questo annuncio si realizzerà.

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