La fede silenziosa dei cristiani della Penisola Araba
Il 10 gennaio nel Bahrein si è celebrata la Solennità di Nostra Signora d’Arabia e nel resto della penisola la ricorrenza cadrà il 17 gennaio
Nella Penisola Araba vivono milioni di cristiani, per la maggior parte immigrati molti dei quali provenienti dalle Filippine. Tutti patiscono le difficoltà e le limitazioni vissute per il fatto di essere cristiani in paesi musulmani, specialmente in Arabia Saudita dove si ritiene siano oltre due milioni. Eppure in tutta la penisola il giorno successivo al Battesimo di Gesù si celebra la Solennità di Nostra Signora d’Arabia. Quest’anno la ricorrenza è stata fissata al 10 gennaio in Barhein mentre nel resto del Vicariato di Arabia del nord (Kuwait, Qatar e Arabia Saudita) sarà domenica 17 gennaio. La venerazione di Maria con titoli locali o nazionali è una caratteristica della spiritualità cattolica. La peculiarità del titolo di Nostra Signora d’Arabia – spiega l’agenzia di stampa Fides – sta nel fatto che “a differenza di molte invocazioni mariane radicate in culture a maggioranza cristiana o in tradizioni secolari, questo titolo è emerso in una regione in cui il cristianesimo vive in silenzio, umilmente e spesso senza segni esteriori. Eppure, proprio nel cuore della Penisola Arabica, Maria è stata accolta come madre, protettrice e compagna da milioni di cattolici lontani dalle loro terre d'origine. Il suo titolo esprime non solo l'identità geografica, ma anche la profonda fiducia di una Chiesa che vive in diaspora, trovando in Lei una tenera custode che veglia sui suoi figli mentre navigano nella vita e nella fede nel Golfo”. L’origine della devozione a Nostra Signora d’Arabia risale alla metà del XX secolo quando alla fine degli anni 40 arrivarono in Kuwait i Padri Carmelitani Scalzi, provenienti dall’Iraq, per assistere la comunità cattolica in crescita. “Tra le loro priorità pastorali – continua la spiegazione di Fides – c’era il nutrimento spirituale di un gregge eterogeneo: lavoratori, famiglie e migranti che desideravano ardentemente un senso di casa e la protezione divina in una terra lontana dalla propria. Fu in questo contesto che i Carmelitani introdussero un'immagine mariana, in seguito nota come Nostra Signora d'Arabia, per fungere da presenza materna unificante per i cattolici sparsi nel Golfo”. L’attuale rappresentazione di Nostra Signora d’Arabia deriva da una statua della Madonna del Monte Carmelo del 1919 situata nella Basilica del Monastero Stella Maris di Haifa, in Israele: “Una litografia di questa immagine, portata al santuario di Ahmadi, in Kuwait, il 1° maggio 1948, fu venerata pubblicamente a partire dalla festa dell'Immacolata Concezione di quello stesso anno, grazie all'impegno di padre Teofano Ubaldo Stella, primo Prefetto Apostolico e poi Vicario Apostolico del Kuwait, incaricato da Papa Pio XII”. Il Pontefice – ricorda Fides – diede poi un ulteriore segno di affetto per questo titolo mariano nel 1956 quando “donò al Santuario Ahmadi un grande cero decorato, scelto tra quelli offertigli durante la celebrazione della Candelora di quell'anno. L'anno successivo, rispondendo alla richiesta del nuovo Vicario Apostolico del Kuwait, Victor León Esteban San Miguel y Erce, il Santo Padre emanò il decreto Regnum Mariae, datato 25 gennaio 1957, dichiarando formalmente Nostra Signora d'Arabia Patrona Principale del territorio e del Vicariato Apostolico del Kuwait. Il primo grande trionfo di questa devozione si ebbe nel 1960, in occasione del decimo anniversario dell'arrivo della statua in Kuwait. In segno di gratitudine per gli innumerevoli favori che si riteneva fossero stati ricevuti per intercessione di Maria, il Vicario Apostolico del Kuwait invitò i fedeli a contribuire per tutto il 1959 alla creazione di una preziosa corona d'oro. Realizzate con cura nei minimi dettagli, del peso di oltre due libbre di oro puro e ornate di diamanti, rubini e perle del Golfo, tra cui una offerta personalmente dal Vicario Apostolico, le corone furono mandate a Roma e presentate a Papa San Giovanni XXIII il 17 marzo 1960. Tramite il Segretario di Stato, il Cardinale Domenico Tardini, il Papa delegò il Cardinale Valerian Gracias, Arcivescovo di Bombay, a incoronare la statua in suo nome. Dopo una solenne Messa pontificale il cardinale pose le corone d'oro sul capo di Gesù Bambino e della Madonna, suggellando uno dei capitoli più belli della storia iniziale di questa devozione”.


