La Chiesa spagnola è al bivio tra croce e arcobaleno
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Il cardinale di Madrid si inchina alla lobby LGBT e a ribadire la dottrina ci pensa il vescovo di Orihuela-Alicante. Una confusione alimentata da Fiducia supplicans che conduce sulla via (fallimentare) dell'abbraccio col mondo secolarizzato.

Persino il defunto papa Francesco si è scagliato diverse volte contro i “capricci” della ideologia del gender e del transgenderismo, chiamandoli con il loro nome di “colonizzazione ideologica” anti-umana e contraria al disegno di Dio. Non così un suo fidato seguace, il cardinale José Cobo Cano, dal 12 giugno 2023 arcivescovo metropolita di Madrid. Tuttavia anche in Spagna c’è chi difende il Vangelo di Cristo e la dottrina della Chiesa.
L'Assemblea della Rete Globale dei Cattolici Arcobaleno (GNRC) ha reso Madrid la capitale dei cristiani LGBTQI+ nei giorni scorsi (21-25 agosto) e, in questo contesto, la voce del cardinale José Cobo ha risuonato con forza e chiarezza a loro favore. In una lettera inviata alla veglia ecumenica tenutasi presso l'Eremo della Virgen del Puerto, il prelato spagnolo ha dichiarato che la Chiesa sta aprendo le porte per essere sempre più «accogliente e fraterna», per camminare nel rispetto e nella compassione. Il messaggio è stato correttamente ripreso da uno dei portali web di riferimento delle organizzazioni cristiano-ecumeniche LGBTQI+, Revista rainbow. Il portale apprezza che il cardinal Cobo abbia riconosciuto che la Chiesa ha ancora molta strada da fare nel suo rapporto con la comunità LGBTQ+, ma ha anche sottolineato la necessità di orientarsi verso nuovi approcci pastorali, «aprendo nuove porte e nuove modalità di accompagnamento». Un messaggio da tutti apprezzato perché seguito all’incontro,«caloroso e arricchente» con i rappresentanti dell'Associazione Crismhom a Madrid del 22 luglio.
Proprio grazie alle aperture del cardinale di Madrid, in questi giorni e per la prima volta questa assemblea mondiale si tiene in Spagna per chiedere che «i diritti LGBTQ siano diritti umani» e che la Chiesa non rimanga in disparte di fronte a questa realtà. I co-presidenti del GNRC, Marianne Duddy-Burke e Christopher Vella, hanno sottolineato l'urgenza di aprire percorsi di giustizia e accoglienza, mentre teologi come María Luisa Berzosa e Cristina Inogés hanno ricordato che il Vangelo ci chiama a includere coloro che sono stati storicamente emarginati, perchè «Cristo è risorto per tutti». Ovvio, ma ciò non elimina il giudizio sul bene o il male di un comportamento, sulla distorsione di una dottrina alternativa al disegno di Dio e malvagia per la crescita umana. Eppure nel ribadire le loro pretese, proprio quei gruppi pseudo-cristiani e pseudo-cattolici già dall’agosto 2022 avevano chiesto con una petizione pubblica, a Madrid come a Roma che la Chiesa cattolica chiedesse perdono per non aver sostenuto e riconosciuto come buona e felice la loro scelta di vita LGBTQI+.
Tuttavia, il cardinale Cobo non ha trovato tempo, né a luglio, né nei giorni scorsi, di ribadire la dottrina, il catechismo o finanche i richiami alla pericolosità della ideologia del gender e delle prassi e privilegi LGBTQI+. Piuttosto, amaramente aggiungiamo che i gesti del presule di Madrid si inseriscono in un orizzonte più ampio, una coda della cricca legata al pontefice precedente, ancora ben presente nelle persone, nei dicasteri e nei sussurri delle stanze vaticane. Non ci si può dimenticare del “Giubileo delle persone con diversi orientamenti sessuali”, previsto a Roma tra una settimana, che lo stesso cardinale Cobo ha auspicato possa essere una nuova pietra miliare nella storia dell'inclusione all'interno del cattolicesimo.
Inclusione di chi o di cosa? Delle persone LGBTQI+ che vogliano pentirsi per gli atti innaturali, lontani dal Vangelo di Cristo o per i promotori di privilegi LGBTQI+ che sostengono la colonizzazione ideologica e pretendono di sfigurare il disegno di Dio Creatore? Oppure, ad esempio, si vuole assecondare la richiesta del mondo LGBTQI+ di cambiare la dottrina ed interpretare in senso opposto alla lettera e alla tradizione la creazione divina biblica?
A chiarire e rimettere le cose al suo posto, marcando una differenza, è stato il vescovo di Orihuela-Alicante, mons. José Ignacio Munilla Aguirre, che nella sua riflessione catechetica sulla rete televisiva globale cattolica EWTN, il 28 agosto ha, sì, ricordato la celebre espressione di papa Francesco: «Se una persona è gay e cerca il Signore e ha buona volontà, chi sono io per giudicarla?», ma ha puntualizzato che il Santo Padre faceva esplicito riferimento al Catechismo della Chiesa Cattolica distinguendo tra orientamento omosessuale e appartenenza a una lobby con specifici interessi ideologici.
Da qui, in coerenza con il magistero, mons. Munilla ha denunciato l'esistenza di una «lobby gay» che, a suo dire, «impone un'ideologia di genere come unica forma di pensiero» e «tenta persino di di impedire la libertà della Chiesa di predicare con chiarezza il messaggio morale».
Infine Munilla, ben più correttamente del "principe della Chiesa" Cobo, ha analizzato i paragrafi 2357, 2358 e 2359 del Catechismo della Chiesa Cattolica, che enunciano l'insegnamento dottrinale sull'omosessualità, sottolineando che la Chiesa non usa il termine LGBT, che considera rappresentativo di una specifica ideologia, ma parla piuttosto di «persone con tendenze omosessuali». Questa distinzione, ha spiegato, è essenziale per evitare di cadere nella trappola di identificare l'individuo con un gruppo che promuove una visione alternativa dell'essere umano.
Le due prese di posizione, l’una falsamente accomodante, l’altra veritiera, segnalano in ogni caso una permanente e grave situazione di confusione voluta e strumentalizzata nella Chiesa di Cristo, situazione acuitasi gravemente dalla pubblicazione di Fiducia supplicans (si veda il nostro dossier), di alcune performance e variopinte dichiarazioni di padri sinodali e delle successive note e risposte ai dubbi sul testo emanato dal Dicastero della Dottrina della Fede, tuttora occupato dal cardinale Víctor Manuel Fernández. Non si attenda che lo scisma e l’eresia si incancreniscano come in Germania, dove la Chiesa è sempre più divisa e il popolo scappa, come ogni volta che la Chiesa annacqua la verità con il cattivo vino del mondo secolarizzato.
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