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VIOLENZA POLITICA

In Italia come negli Usa, quando perde la sinistra muove la piazza

La sinistra è sempre uguale a se stessa: quando perde, rinfocola animi e libera i propri scagnozzi per le strade. Succede negli Usa, dove i Blm e Antifa, una volta che ha vinto Biden, sono stranamente silenziosi. Succede in Italia dove, appena ha vinto la destra, iniziano le manifestazioni violente.

- SQUADRISTI ALLA SAPIENZA di Stefano Magni

Politica 27_10_2022
Manifestazione di Black Lives Matter (2020)

La sinistra è sempre uguale a se stessa: quando perde, rinfocola animi e libera i propri scagnozzi per le strade, tutto come nel ‘900, violentemente retrogrado. Capita ovunque la stessa cosa, con il Partito Democratico &Co. negli Usa per tutto il mandato alla Casa Bianca e soprattutto negli ultimi 18 mesi di governo di Donald Trump, lo vediamo oggi i Italia come lo stesso partito e gli stessi soci di ‘brigata’ aizzino nuovi moti giovanilistici e, insieme alla solita e vuota Cgil, vogliano abbattere il risultato elettorale e perso il..."merito”.

Dobbiamo a malincuore prender atto di una sinistra ‘democratica’ che non ha alcun rispetto né per la democrazia, né per il voto popolare, né accetta di indossare l’abito prezioso della ‘opposizione’ ma conosce solo rancore per i vincenti e i ‘fumi’ delle proteste. Negli anni di Trump alla Casa Bianca le proteste e occupazioni di interi centri storici cittadini, con la complicità di amministrazioni comunali ‘democratiche’ e tolleranti, la creazione di ‘città santuario’ dove il razzismo era bandito e si concedevano liberi sfoghi alle occupazioni e saccheggi vandalici, le manifestazioni create ad arte dal neonato BLM, movimento scomparso dopo la vittoria di Biden. Come ha descritto un anno fa il Washington Post, negli anni di Trump alla Casa Bianca si è registrato il più alto numero e la più imponente diffusione delle proteste antigovernative nella storia degli Stati Uniti d’America. Sarebbe necessario l’intero numero odierno de La Bussola solo per riportare lo sterminato elenco, seppur parziale, che si trova  alla pagina di Wikipedia alla pagina relativa alle proteste finanziate, organizzate e promosse dai grandi finanziatori liberal, dal partito dei Democratici e da improbabili leader protestatari, contro l’allora Presidente degli Stati Uniti d'America Donald Trump.

Certamente, il Black Lives Matters che è stato il principale motore delle proteste contro Repubblicani e Trump, ora ha dismesso qualunque significativa battaglia per la parità razziale a causa dei continui scandali finanziari ed appropriamento indebito di decine di milioni di dollari da parte dei leader. Dall’inizio di quest’anno, lo abbiamo descritto su La Bussola più volte, finanziatori e politici Dems hanno creato e appoggiato la protesta, abortista, antifascista, e vandalica che sta mettendo a ferro e fuoco, a rischio della vita, chiunque sostenga la dignità della vita umana del concepito. Mentre con la guerriglia contro Trump, i Dems ed i loro finanziatori e mass media, combattevano il nemico assoluto (seppur eletto dal popolo), in quest’ultimo anno, gli stessi Dems, incapaci di governare la complessità del mondo e risolvere i problemi del proprio paese, mantengono vivo lo spettro del nemico Trump e vi aggiungono  intimidazioni e minacce della vita a chiunque si opponga ai loro diktat.

Anche i nostrani  Dermocratici e le sinistre italiane si stanno dimostrando ottimi maestri di questi vizi antidemocratici. Nessuno vuole limitare i diritti fondamentali, tra i quali quello di pensiero, coscienza, associazione, manifestazione. Ora però, a poche settimane dal risultato elettorale e grazie al clima di dileggio sistematico e violento dei leader ‘Democratici’ e dei loro fiancheggiatori della carta stampata e della TV (persino di Stato), sono scoppiate le prime proteste di piazza, occupazioni universitarie e scolastiche non autorizzate e tantomeno ‘spontanee’. I protagonisti sono sempre i soliti ‘collettivi’, insieme ai nipotini ignoranti che da inizio secolo, ad ogni vittoria elettorale del centro destra, accendono le micce nelle piazze italiane. Mentre dopo le elezioni del 1994 ci pensò direttamente la magistratura a sconvolgere le cancellerie e  il voto degli italiani, negli anni successivi furono docenti, studenti e operai (segnatamente della Cgil) ad inscenare la protesta rossa ‘democraticamente non-autorizzata’ in ogni dove e ‘okkupare’ scuole, università e piazze del Belpaese.

Sia chiaro, il Governo Meloni è in carica ma inizierà la sua attività a pieno regime tra qualche settimana. Le polemiche sul termine ‘merito’, aggiunto alla definizione del Ministero della Istruzione, sbugiardate sul piano sociologico da Salvatore Abruzzese e su quello costituzionale da Cesare Mirabelli,  sono solo una becera scusa per sguinzagliare squadracce di intolleranti contro il risultato elettorale democratico. Sempre è stato così, nel 2005 la riforma Moratti venne osteggiata con occupazioni e proteste insulse e nel 2010 la riforma Gelmini, bollata di essere di ‘marca cilena’, vide occupazioni e proteste in tutto il paese. La Cgil sempre schierata con i Democratici e gli ‘spontanei’ gruppi studenteschi, ‘a prescindere’ da ogni contenuto, contro il ‘mostro delle destre’. Non c’è nulla di meritevole nelle proteste e minacce che stanno accadendo in questi giorni, povera sinistra che ha bisogno di riesumare il fascismo per sentirsi viva.

Il Ministro Valditara (Istruzione) e il Ministro Bernini (Università) ancora non hanno mosso un dito che due giorni or sono, all’Università Sapienza di Roma, un manipolo di intolleranti anarchici violenti ha cercato di impedire lo svolgersi di convegno (autorizzato) con esponenti di destre e liberali. La Polizia, facendo il proprio dovere, si è beccata critiche feroci. L’episodio era stato anticipato, nei giorni scorsi, dall’attacco sul piazzale antistante alla Sapienza ai danni di un gruppo di Universitari per la vita, "rei" di volantinare opuscoli pro life. Vergogna, strumentalizzare i ragazzi per la propria incapacità politica e culturale di accettare le regole minime della democrazia. Come mai, queste belle persone, dai ‘Colletivi’ alla Cgil non hanno mai occupato una scuola, una università, né inscenato una manifestazione contro le lezioni ‘in remoto’, la chiusura delle scuole per Covid, l’assenza di docenti, la perdita di competenze ed istruzione degli ultimi anni?