Schegge di vangelo a cura di don Stefano Bimbi
Cristiani Perseguitati
a cura di Anna Bono
Asia

In Indonesia, una comunità cristiana aspetta la sua chiesa

È dal 2013 che i cristiani di un villaggio aspettano di poter costruire una chiesa e ancora non hanno ottenuto il permesso di iniziare i lavori

Come giustamente spiega Open Doors, l’onlus che documenta la difficoltà di essere cristiani nel mondo e redige un elenco annuale dei paesi in cui i cristiani soffrono maggiormente, la persecuzione assume molte forme: spesso violenta, fino all’omicidio, più spesso ancora inflitta emarginando, discriminando e ponendo limiti alla libertà di religione, ostacoli alla professione di fede. Un modo frequente consiste nel rende complicato disporre di luoghi di culto e testi sacri. In Indonesia, con 288 milioni di abitanti il più grande paese islamico, i musulmani del villaggio urbano di Babat Jerawat, a Surabaya, stanno approfittando di un errore amministrativo per impedire la costruzione di una chiesa. Il progetto di costruzione della chiesa risale al 2013-2015. Prima la comunità musulmana si era opposta impedendone la realizzazione. Poi il capo del quartiere – Dukuh Kukun – nel quale l’edificio dovrebbe sorgere ha dato il permesso di procedere. A quel punto qualcuno si è accorto che per errore l’indirizzo riportato nei documenti ufficiali del permesso di edificazione non corrisponde al sito in cui dovrebbe sorgere la chiesa: sui documenti è riportata l’Unità 7 invece che l’Unità 1. Correggere i documenti dovrebbe bastare, trattandosi di un errore di trascrizione, ma la discrepanza è diventata un pretesto per invalidare una decisione amministrativa che pure è stata fatta e resa pubblica. Sul luogo in cui dovrebbe sorgere la chiesa, intanto, i musulmani hanno posto degli striscioni: uno raccomanda alle autorità religiose cristiane di risolvere la questione: la chiesa non può essere costruita se prima non c’è un accordo da parte dei residenti; un altro respinge l’accusa che i musulmani del quartiere siano intolleranti: semplicemente non vogliono che si costruisca una chiesa senza permesso; su un terzo, infine, si legge: “non prendetevela con i musulmani se bloccheranno i lavori finchè tutto non risulterà in regola”. La necessità di disporre di un edificio di culto cristiano è dimostrata dalla presenza di una comunità cristiana che ne ha bisogno per praticare la propria fede. Ma da oltre dieci anni quella comunità è costretta a farne senza.