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IL RITORNO

Il ritorno della poliomielite, altro effetto collaterale della lotta al Covid

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La poliomielite sta tornando. Non solo in Africa, ma anche in Paesi industrializzati, fra cui gli Usa. L'Oms aveva sospeso le vaccinazioni per concentrarsi sui vaccini anti-Covid. 

Vita e bioetica 26_02_2024
Vaccinazione anti-polio in Africa

Nel 2021, in piena epidemia Covid-19, una donna africana, alla richiesta di un giornalista di spiegare perché non intendeva farsi vaccinare, aveva risposto che lei di Covid non vedeva morire nessuno, mentre vedeva tanti morti di colera, di malaria e allora, sì, per quelle malattie vaccinarsi aveva un senso. Era una donna che viveva nell’est della Repubblica democratica del Congo dove in quel momento erano in corso quattro epidemie: di malaria, colera, morbillo ed Ebola. Come lei, milioni di africani non hanno ritenuto necessario vaccinarsi contro il Covid-19. Altrettanti, che avrebbero voluto farlo, non hanno potuto perché i sistemi sanitari africani sono per lo più impreparati a gestire una vaccinazione di massa e perché tanti, vastissimi territori sono difficili da raggiungere per scarsità di infrastrutture e per la minaccia di gruppi armati e di eserciti in guerra. Così milioni di dosi di vaccini sono andate sprecate: avariate e scadute, sono state mandate al macero.

Di Covid-19 sono morti 258mila africani. Intanto però in Africa come nel resto del mondo i lockdown hanno fermato persone e attività riducendo la possibilità per i malati di ricevere le cure di cui avevano bisogno. Anche le misure di prevenzione ne hanno risentito. Milioni di bambini non sono stati vaccinati o lo sono stati in ritardo. Epidemie di colera, morbillo, difterite e altre malattie trasmissibili hanno ucciso e continuano a uccidere persone che invece si sarebbero potute salvare se fossero state immunizzate e curate. Una delle conseguenze più gravi dell’emergenza Covid-19 è aver ritardato l’impiego dei tanto attesi vaccini contro la malaria, una malattia che in Africa ogni anno uccide circa 600mila persone, in gran parte bambini. Solo alla fine del 2023, ormai terminata la sperimentazione in Kenya, Ghana e Malawi, è stato possibile avviare la prima campagna di vaccinazione in Camerun grazie alla quale si confida di poter salvare la vita ad almeno metà delle 4mila persone che ogni anno muoiono di malaria nel paese.

Gli effetti collaterali della pandemia si protraggono nel tempo. Le epidemie scoppiate negli anni del Covid – colera, febbre gialla, dengue, morbillo… – continuano a fare vittime. Il colera, ad esempio, dall’inizio del 2024 in Zambia ha persino indotto le autorità a chiudere le scuole e a limitare le funzioni religiose a due ore al giorno. È l’epidemia più grave mai verificatasi nel paese. Persino una malattia che in tutto il mondo, Africa inclusa e con l’eccezione di Afghanistan e Pakistan, si riteneva fosse stata finalmente quasi del tutto debellata, la poliomielite, è tornata a colpire. Se ne registrano casi in una ventina di Stati africani, quasi tutti provocati dal virus indebolito derivato dal vaccino somministrato per via orale. È un virus non trasmissibile e il vaccino via orale è il più pratico, tenuto conto che vanno somministrate più dosi, perché non richiede la presenza di personale specializzato. C’è però la remotissima possibilità – un caso su un milione – che in un virus indebolito si sviluppi di nuovo la neurovirulenza di quello selvaggio e che diventi trasmissibile. In condizioni di scarsa igiene e soprattutto se sono tanti i bambini che non vengono vaccinati la malattia può quindi ricomparire. Eppure nel marzo del 2020 l’Oms, su consiglio di un comitato di esperti, ha sospeso le campagne di vaccinazione sia contro la polio che contro il morbillo per concentrare tutto il personale, operativo in 55 paesi, al contrasto del Covid-19. Il calcolo dell’Oms, seguita in questo da diversi ministeri della sanità nazionali, è stato che far vaccinare i bambini potenzialmente esponeva al Covid-19 loro, le loro famiglie e gli operatori sanitari e che il rischio era maggiore di quello che i bambini correvano nel caso contraessero le malattie contro le quali non venivano vaccinati.

Non tutti erano d’accordo. La London School di igiene e medicina tropicale, ad esempio, il mese successivo aveva pubblicato un documento in cui, presentando calcoli eseguiti dai suoi scienziati per diversi paesi, dimostrava che se anche, continuando a vaccinare regolarmente i bambini, e non solo contro la polio e il morbillo, alcuni avrebbero contratto il Covid-19,  tuttavia di tantissimi si sarebbe evitata la morte.

«Quanto più lunga sarà la sospensione – commentava la giornalista Maryn McKenna specializzata in divulgazione scientifica a proposito dell’interruzione della campagna di vaccinazioni contro la polio – tanto maggiore sarà il recupero che la campagna dovrà fare, oltre tutto in un momento in cui i bilanci sanitari nazionali saranno già stati prosciugati dalla risposta al Covid-19 e anche i fondi dei donatori internazionali potrebbero essere esauriti. È difficile immaginare che la pandemia possa causare danni ancora maggiori. Ma l’indebolimento dello sforzo durato 32 anni per debellare la poliomielite dal mondo e porre fine alla paralisi dei bambini potrebbe essere uno dei suoi effetti peggiori».

Adesso non solo preoccupa il ritorno della polio in Africa. Ci sono stati alcuni casi negli Stati Uniti, in Gran Bretagna e in Israele ed è la prima volta dopo molti anni che succede in un paese ad economia avanzata. «Suppongo – commentava nel 2022 Scott Barrett, un professore della Columbia University – che paesi come il Regno Unito e gli Stati Uniti saranno in grado di fermare la trasmissione abbastanza rapidamente, però lo abbiamo pensato anche per il vaiolo delle scimmie» (e invece ormai ne esistono molti focolai, anche in Unione Europea, n.d.A.). Un nuovo vaccino anti polio che dovrebbe comportare ancora meno rischi è già in uso, campagne di vaccinazione tempestive dovrebbero ridurre il rischio che compaiano altri focolai di infezione. Ma il mondo deve fare i conti anche con un altro lascito del Covid-19 e che deriva dal modo in cui l’emergenza è stata generalmente gestita: la diffidenza sviluppatasi nei confronti delle autorità sanitarie nazionali, dell’Oms e anche dei vaccini come metodo di prevenzione sicuro. Per fermare la polio bisogna riprendere a vaccinare quanti più bambini possibile, è vero, ma convincere dei genitori sfiduciati, scettici o del tutto contrari può rivelarsi molto più difficile che in passato, prima della pandemia.