Schegge di vangelo a cura di don Stefano Bimbi
San Guglielmo da Vercelli a cura di Ermes Dovico
SCHEGGE DI VANGELO

Il perdono tra gli sposi

Ciascuno al proprio fratello (Mt 18,26)

Schegge di vangelo 17_08_2023 Español

In quel tempo, Pietro si avvicinò a Gesù e gli disse: «Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?». Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette. Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e così saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: "Abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa". Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito. Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: "Restituisci quello che devi!". Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: "Abbi pazienza con me e ti restituirò". Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito. Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l'accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell'uomo e gli disse: "Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?". Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse restituito tutto il dovuto. Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello». Terminati questi discorsi, Gesù lasciò la Galilea e andò nella regione della Giudea, al di là del Giordano. (Mt 18,21-19,1)

Tutte le preghiere che facciamo al Signore sono vane se poi ci comportiamo male con gli altri. Così facendo ci riveliamo per il nostro prossimo dei campioni di egoismo perché pensiamo soltanto al nostro tornaconto. Se pensi che questo non sia il tuo caso, verifica meglio ricordando che più la persona in questione è vicina a te, più il tuo egoismo potrebbe aumentare. Questo può accadere perché dai per scontato che da quella persona tutto ti sia dovuto, mentre l’amore per il prossimo è sempre e comunque una scelta che si rinnova tutte le volte con uno sforzo della volontà. Per capirlo basta fare l'esempio del cane che scodinzola al padrone per istinto, mentre i coniugi si perdonano ogni giorno solo se si impegnano a farlo con la volontà e la preghiera.