Il giuramento delle Guardie Svizzere in presenza del Papa
In Aula Paolo VI 28 reclute giurano davanti a Leone XIV, che per la seconda volta assiste all'evento, evidenziando il significato del gesto, «un impegno di fedeltà, animato dall’entusiasmo giovanile e fondato sulla fede in Dio e sull’amore per la Chiesa».
A causa del maltempo si è svolta in Aula Paolo VI invece che nel cortile di San Damaso la cerimonia del giuramento delle reclute della Guardia Svizzera pontificia svolta ieri, 6 maggio. 28 i giovani svizzeri che hanno giurato «di servire fedelmente, lealmente e onorevolmente il Pontefice regnante e i suoi legittimi successori, di dedicarmi a loro con tutte le forze, sacrificando, se necessario, anche la mia vita in loro difesa», come recita la formula. E ancora una volta lo hanno fatto in presenza del Papa, come lo scorso 4 ottobre (evento posticipato nel 2025 rispetto alla data del 6 maggio, essendo imminente il conclave), cosa che non avveniva dal 1968.
Leone XIV ha rivolto un breve saluto «al termine di questa bella e toccante cerimonia», rivolgendosi anche al presidente della Federazione Elvetica e ai familiari delle nuove reclute. A loro ha evidenziato il senso del gesto appena compiuto che «attesta un impegno di fedeltà, animato dall’entusiasmo giovanile e fondato sulla fede in Dio e sull’amore per la Chiesa».

