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IRAQ

Il dialogo interreligioso dove i cristiani sono martiri

Il primate della Chiesa irachena, Louis Raphael Sako, ha parlato di “deriva spaventosa” dell’estremismo religioso in Iraq. L’obiettivo è creare un Consiglio formato da personalità religiose e laiche, chiedere al Parlamento una legge che punisca i discorsi religiosi estremisti e concentrarsi sulla ricostruzione del paese contrastando la visione settaria prevalsa. 

Iraq. Il 1° marzo nella parrocchia caldea di San Giuseppe, a Baghdad, si è svolto un incontro sul dialogo interreligioso organizzato dal patriarcato caldeo. Vi hanno partecipato esponenti di primo piano sciiti, sunniti, sabei e yazidi. Il tema dell’incontro era “Insieme davanti a Dio, per un mondo fondato sulla verità per sradicare il fanatismo in nome della religione”.

Nel suo discorso, il primate della Chiesa irachena, Louis Raphael Sako, ha ammonito che la “deriva spaventosa” assunta dall’estremismo religioso costituisce una minaccia per la sicurezza dell’Iraq e di tutti i suoi cittadini. Per questo – ha continuato – i leader delle diverse religioni devono assumere una visione globale delle cause del fanatismo e della violenza e trovare il modo di eliminarlo per salvaguardare il futuro delle nuove generazioni. Mar Sako ha quindi rinnovato l’invito a rispettare le religioni, favorire relazioni amichevoli tra le autorità e costruire un rapporto di reciproca fiducia. A tal fine, ha detto, occorre “promuovere azioni condivise in campo umanitario a livello nazionale e rafforzare il pluralismo religioso e intellettuale attraverso iniziative personali e collettive”.

“La nostra missione – ha aggiunto – è incentrata “sull’educazione delle persone alla buona volontà, alla promozione dei valori di pace e convivenza” nel riconoscimento del valore della diversità che Dio ha posto alla base della natura umana. L’incontro si è concluso con un impegno da parte dei leader religiosi presenti a seguire un progetto di lavoro comune. L’obiettivo è creare un Consiglio formato da personalità religiose e laiche, provvedere al monitoraggio costante dei discorsi pronunciati nei luoghi di culto per individuare eventuali incitazioni all’odio, chiedere al Parlamento una legge che punisca i discorsi religiosi estremisti e che fomentano odio e violenza, favorire una rappresentazione positiva delle altre fedi, concentrarsi sulla ricostruzione del paese contrastando la visione settaria e confessionale prevalsa.