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Emma Bonino è morta. Ora sa la Verità che ha combattuto

È morta a Roma stamattina, 11 settembre, la leader radicale che ha fatto della battaglia per il divorzio, l’aborto, la droga libera, l’eutanasia, la cifra del suo impegno politico. Ora si trova al cospetto di Dio giudice: preghiamo per lei, sperando che almeno all’ultimo abbia chiesto perdono.

Attualità 11_09_2026
Emma Bonino nel 2024 (LaPresse)

Preghiamo per te, Emma, perché in questo preciso momento ti trovi davanti al trono di Dio. E davanti a te non c’è solo l’Onnipotente, ma anche, alla sua destra, una immensa schiera di bambini. Davanti a tutti, tuo figlio che hai abortito. Subito dietro, quella innumerevole folla di bambini figli di altre donne che hai aiutato a far abortire, a volte anche con una pompa di bicicletta. Dietro a loro, infine, i milioni di bambini mai venuti alla luce anche per colpa delle tue campagne politiche, delle tue lotte che chiamavi sociali. E tutti costoro ti guardano muti e tu muta e sgomenta guardi loro e poi Lui. Ma nel Suo sguardo trovi ancora tutti gli sguardi di quei bambini i cui occhi non hanno potuto posarsi sul mare, sul cielo, sul viso della loro mamma. Ogni sguardo un capo d’accusa, ma ora non ci sono media, social, politici, vescovi e papi a difenderti, a sostenerti. Sei solo tu con la tua coscienza davanti a Dio, che ti apparirà terribile.

Preghiamo per te, perché la mano di Dio giudice sia ingentilita dal guanto della misericordia, perché tu non continui ad odiare Dio, preferendo un’eterna condanna, come quando lo hai odiato ogni volta che come un virus letale diffondevi il tuo credo ateo perché disumano.

Preghiamo per te, perché la verità abbacinante che ora ti ha squarciato in due, facendoti inorridire nel guardare il tuo passato, non ti scaraventi nell’abisso infernale, luogo di non ritorno. Quell’abisso infernale che tu hai tentato con radicale convinzione e tenacia di diffondere su questa terra, ferendo a morte la famiglia con il divorzio, sterminando innocenti nel ventre delle loro madri con l’aborto e la fecondazione artificiale, soffocando gli ultimi respiri di vita dei morenti con l’eutanasia, devastando le coscienze dei giovani con la droga, emancipando la donna dai figli e dal marito e precipitandola nella solitudine con il femminismo, attaccando e dileggiando la tua nemica di sempre, la Chiesa cattolica, il cui Capo è ora di fronte a te.

Preghiamo per te, perché le tue idee hanno astutamente infettato le menti e i cuori di generazioni di persone, anche di quei cattolici alla Francesco che ti definirono «una grande italiana», «un esempio di libertà e resistenza». Sì, di resistenza al bene. Preghiamo per te, non solo perché ora tu senti di averne un disperato bisogno – e se così fosse sarebbe un enorme segno di speranza – ma perché noi abbiamo sempre agito così con te e i tuoi pari: alla menzogna abbiamo risposto con la verità, alla strumentalizzazione del dolore abbiamo scelto l’aiuto a chi soffre, all’utile in politica abbiamo preferito la giustizia, alla rivendicazione il perdono. Preghiamo per te come credenti e perché la preghiera è espressione di quella semplice e naturale umanità che a tanti tuoi compagni di lotta è mancata: verso il nascituro, il morente, il coniuge, il tossicodipendente, il credente.

Preghiamo per te, perché in questo momento tutta la tua retorica sui diritti civili è stata polverizzata in un miliardesimo di secondo dai diritti di Dio che ora, sfolgoranti, ti stanno innanzi accusandoti. Li hai volutamente e ostinatamente calpestati e dietro te hai lasciato una lunga scia di sangue. Preghiamo per te perché nutriamo una «speranza contro ogni speranza» che tu ti possa salvare. Perché ora hai capito tutto, hai compreso che ogni vita spezzata è una piaga che tu hai inferto in quel corpo del Cristo risorto che ora ti guarda ad un palmo di naso. E che questo serva di monito a noi tutti.

Preghiamo per te perché non siamo animati da vendetta, ma dalla speranza che tu, inaspettatamente, sia il buon ladrone che ha rubato il Paradiso all’ultimo, perché negli ultimi istanti in cui la tua anima è stata vigile abbia avuto l’umiltà di ricevere la grazia del pentimento e della conversione. Preghiamo per te, Emma, perché ora ti sei resa conto che l’ultima parola non spetta agli uomini, tanto meno ai Parlamenti, bensì a Dio. Requiem.