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Ecco il certificato di qualità per i candidati pro-family

Per saper cosa fare in cabina elettorale Pro-vita Onlus ha quindi lanciato il “Patto per la Famiglia Naturale” con il quale viene chiesto a tutti i candidati alle prossime elezioni amministrativa di aderire ai principi della tutela della vita e della famiglia. Riceveranno una sorta di certificato di candidato doc pro-family.

Manifestazione pro-family

Siamo consumatori attenti alle etichette che ci indicano quello che mangiamo, quello che respiriamo, quello che indossiamo e se quello che abbiamo acquistato è stato prodotto secondo le norme che tutelano la salute e i diritti dei lavoratori impiegati nella produzione. I nostri scaffali sono pieni di merce targata “No Ogm”, “Biologico” e “Free” dal glutine, dai conservanti e da ogni male di questo mondo.

La stessa attenzione non viene però posta quando effettuiamo la scelta più importante nell’esercizio dell’democrazia, il voto. Orientarsi nella selva di programmi nebulosi, dichiarazioni contraddittorie, coalizioni litigiose e candidati che cambiano casacca con la stessa cadenza dei calzini in effetti non è cosa semplice per chi non è avvezzo alla politica. Per saper cosa fare in cabina elettorale Pro-vita Onlus ha quindi lanciato il “Patto per la Famiglia Naturale” con il quale viene chiesto a tutti i candidati di aderire senza compromessi ai principi della tutela della vita e della famiglia fondata sul matrimonio. Un patto appunto, perché il candidato che sottoscrive questa carta di valori, che si traduce anche in impegni concreti nell’azione amministrativa, riceve in cambio una sorta di bollino di qualità rilasciato da Pro-vita che si impegna, inoltre, a far conoscere agli elettori, anche attraverso gli organi di stampa, tutti i politici sottoscrittori.

L’iniziativa è stata presentata al Senato da Toni Brandi e Alessandro Fiore, rispettivamente presidente e portavoce della Onlus, e dal senatore di Forza Italia, Lucio Malan. Un impegno che muove dalla volontà di «interpretare il sentire di quel popolo che ha affollato piazza San Giovanni e il Circo Massimo per manifestare contro l’attuale rivoluzione antropologica», ha spiegato Bradi rivolgendosi ai canditati per la poltrona di sindaco e ai consigli comunali dei 27 capoluoghi di provincia che andranno al voto il prossimo 5 giugno. L’appello – ha evidenziato Brandi – è trasversale ed aperto ai contributi di qualsiasi provenienza, perché la difesa della vita e della famiglia naturale non sono prerogative di un solo schieramento ma un atto pre-politico che può fare qualsiasi persona a prescindere dalla sua appartenenza ideologica, dal suo stato civile e dalla sua confessione religiosa.

Coloro che sottoscriveranno il Patto – ha quindi spiegato Fiore – «avranno il dovere sia di manifestare dei principi, sia di attuare compiti concreti» che si tradurranno dall’impegno a contrastare l’introduzione di programmi gender nelle scuole alla costruzione di nuovi nidi e scuole materne, passando per il sostegno alle giovani coppie aperte alla natalità, alla famiglie numerose e alla vita nascente con interventi di aiuto alle ragazze madri. E ancora – si legge nel modulo di adesione – il candidato si impegna a riformare le imposte comunali mettendo al centro la famiglia; a introdurre buoni per i servizi alla persona e in particolare per l’assistenza ad anziani, disabili e malati; nonché ad offrire un “mutuo dell’amore” a tassi agevolati per ogni coppia che si sposa. I sottoscrittori del Patto dovranno infine «contrastare a livello culturale e giuridico il riconoscimento pubblico di unioni gay o cosiddette ‘famiglie omogenitoriali»

Fiore ha ricordato che queste misure possono contribuire al bene comune di tutta la società perché, come indicato da ogni ricerca sociale in materia, nelle relazioni stabili fondate sul matrimonio tra un uomo e una donna si riscontrano i tassi più alti di inclusione sociale della prole, e un’incidenza assai minore di violenze, depressioni e povertà. Ma in una società dominata dalla propaganda relativista portata avanti dai grandi media cosa ci guadagna un candidato che sottoscrive questo patto? Su questo interrogativo avanzato da alcuni giornalisti ha fatto chiarezza Malan: «Sottoscrivere questo Patto è un gesto controcorrente rispetto al circuito dei media, ma non lo è rispetto al pensiero degli italiani, poiché tutti i sondaggi indicano che la stragrande maggioranza degli italiani, con punte che raggiungono 85%, è contraria alle adozioni omosessuali e a favore della famiglia naturale». 

Questo è il popolo che si vuole e si deve intercettare; le famiglie cercano quei candidati lì che poi diranno la loro anche su sicurezza, lavori pubblici e mobilità. Candidati che aderiranno al patto potranno contare sul canale di promozione privilegiato di Pro-Vita Onlus che, fra le altre cose, prevede un importate impegno pubblicitario sui più diffusi quotidiani nazionali, dove sarà pubblicato a più riprese l’elenco dei sottoscrittori. Una prima lista di adesioni sarà diffusa a fine aprile ma l’iniziativa entrerà nel vivo dopo la consegna delle liste elettorali agli uffici elettorali centrali in programma per il 5 maggio.  

 

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