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ELEZIONI EUROPEE

Due Manifesti per costruire

Sono ancora pochi i candidati italiani alle Elezioni Europee che hanno firmato i due manifesti per ricostruire l'Europa: quello della Fondazione Novae Terrae e quello della FAFCE. Ma anche la lobby gay sta facendo firmare un manifesto. Ecco una guida.

Politica 19_05_2014

È «necessario avere una visione, aver chiaro cosa si vuole costruire, i princìpi su cui fondare la casa europea, e quindi individuare i passi da compiere in quella direzione. Le elezioni per il Parlamento europeo sono una occasione in questo senso: chiarire cosa si vuole e sostenere i candidati che si impegnano in questa direzione». Così affermava il direttore di questo quotidiano online circa un mese fa, parlando delle iniziative create da numerose organizzazioni per richiedere un impegno formale da parte dei candidati in favore della vita, della famiglia e della dignità della persona. 

Abbiamo avuto modo di descrivere in particolar modo due di queste iniziative, che sono state probabilmente le prime due campagne di questo genere a livello europeo: l’una realizzata dalla fondazione Novae Terrae con il Manifesto “Ricostruiamo l’Europa” e l’altra dalla Federazione europea delle associazioni familiari cattoliche (FAFCE). In realtà, è interessante menzionare anche un’altra iniziativa, che va nel senso opposto e che è promossa dalla lobby gay per eccellenza: si tratta della compagna di ILGA Europe, denominata Come Out, con ovvio riferimento alle persone che si dichiarano pubblicamente omosessuali.

È interessante dare un’occhiata a questa campagna anche per vedere i candidati che (ad oggi) la sostengono, quasi tutti provenienti dal Movimento 5 Stelle, dal Partito Democratico e dalla Lista Tsipras formata da SEL e Rifondazione Comunista, con qualche elemento di Scelta Civica e con Alessandro Cecchi Paone di Forza Italia. La rete di associazioni LGBT, promotrici dell’ideologia gay, ben finanziata, ha cercato di far entrare nel dibatto politico europeo le tematiche dei “diritti dei gay”, travestiti, com’è ormai abitudine, da diritti umani. Questa campagna tende anche a sottolineare le numerose iniziative che l’UE ha realizzato in favore di questo genere di diritti, in maniera spesso totalmente anti-democratica. 

Un motivo in più per sostenere i numerosi candidati che in tutta Europa hanno promesso di lottare per i princìpi non negoziabili. Fermo restando il fatto che le adesioni restano aperte fino alla vigilia delle elezioni, si può già dire che si è trattato di due iniziative di successo, che hanno permesso per certi versi di alzare il tono della campagna elettorale e di far sì che numerosi candidati si impegnino in favore della vita, della libertà e della famiglia. L’iniziativa della Fondazione Novae Terrae (consultabile a questo link) è stata sostenuta da circa quaranta organizzazioni in tutta Europa ed ha ricevuto l’adesione di più di cento candidati, senza contare gli oltre 52.000 cittadini europei che hanno firmato l’appello in favore del Manifesto “Ricostruiamo l’Europa” (appello al quale tutti possono aderire accedendo a questa pagina).

Parallelamente, la FAFCE ha diffuso il “Manifesto per una politica europea organica ed efficace per la famiglia, tesoro dell’Europa”, del quale abbiamo già avuto modo di parlare (a questo link si possono visualizzare i candidati che vi hanno aderito). Il 15 maggio scorso, giornata internazionale della famiglia, sono stati pubblicati, nel corso di una conferenza organizzata al Comitato economico e sociale europeo a Bruxelles, i nomi degli oltre 170 candidati che hanno firmato questo manifesto, rispondendo alle sollecitazioni delle associazioni familiari componenti la FAFCE (per l’Italia c’è il Forum delle associazioni familiari). Maria Hildingsson, Segretaria generale di questa organizzazione che rappresenta gli interessi delle famiglie in Europa, ha affermato – interpellata dalla Nuova BQ – «che lavorare perché la famiglia sia valorizzata equivale a fare in modo che le politiche dell’UE rispondano ai veri bisogni dei cittadini e, nel fondo, a ciò che maggiormente desiderano i giovani europei».