Danneggiati da vaccino, il tabù e lo schiaffo del Pd
Ascolta la versione audio dell'articolo
L'iniziativa di Persone in cammino al Pirellone è stata strumentalizzata dal Pd e mostra che il tabù dei danneggiati da vaccino è ancora presente. E ora c'è chi pensa addirittura al suicidio assistito.
Venerdì scorso fuori dalla stazione di Milano Centrale si è svolta un’importante iniziativa, Il Cammino della Luce. L’evento voleva portare all’attenzione della popolazione, cittadini e rappresentanze politiche, le testimonianze e le richieste di coloro che sono stati danneggiati dai vaccini, soprattutto ma non solo quelli anti-Covid. I media nazionali hanno infangato il tutto, riducendolo a una conferenza novax promossa da Lega e FDI, con tanto di aggressioni a rappresentanze del PD. I fatti sono diversi.
Anzitutto l’evento non è stato promosso da partiti, bensì dall’associazione Persone in Cammino, che raduna vaccinati danneggiati.
L’iniziativa poi si è svolta in tre fasi. Un momento destinato all’ascolto, con l’allestimento di un gazebo in piazza, punto di incontro e confronto tra i danneggiati da vaccino e la popolazione. Un convegno ospitato nella Sala Pirelli del Pirellone, in cui sono intervenute più di venti associazioni, con lo scopo di presentare all’attenzione del mondo politico richieste puntuali e operative. Infine un flash mob, autorizzato dalle forze dell’ordine, in cui sani e danneggiati potessero camminare insieme nel ricordo delle vittime da vaccino e in sostegno dei loro parenti.
Purtroppo tutte e tre queste fasi sono state variamente disturbate. Il gazebo all’ultimo minuto è stato dislocato, creando difficoltà di mobilità ai testimoni, danneggiati e cioè invalidi. Il convegno, dicevamo, è stato trasformato dai media in un teatrino politico che ha deriso e soffocato la voce dei danneggiati e dei loro parenti.
Nel flashmob si sono inseriti manifestanti novax estranei allo spirito degli organizzatori (gli stessi individuati da Majorino tra gli uditori – no relatori – alla conferenza).
Il secondo momento, in particolare, merita una ricostruzione, peraltro fornita lunedì mattina (14/09) tramite un apposito comunicato stampa degli organizzatori.
L’evento non è stato promosso dalla Lega, il ruolo di Emanuele Monti (Consigliere regionale leghista e membro del Cda di Aifa) è stato solo quello di favorire la prenotazione della sala convegni. Gli organizzatori hanno invitato tramite PEC tutte le fazioni politiche, volendo comunicare a tutti i nostri rappresentanti chiari messaggi e richieste di giustizia. L’intervento di Majorino (PD) è stato tendenzioso, il politico ha avuto facile ragione mediatica su alcuni danneggiati da vaccino in carrozzina, dando così luogo a una situazione vergognosa di strumentalizzazione. Gli altri politici non hanno comunque soddisfatto le attese dell’organizzazione, limitandosi a una presenza minima al convegno, insufficiente per raccogliere le considerazioni proposte. Auspichiamo a questo punto che Persone in Cammino possa raccogliere e diffondere un documento che raccolga le richieste di tutti gli esperti (medici, avvocati, forze dell’ordine, filosofi, sindacalisti).
Se l’obiettivo del Cammino della Luce era quello di aprire un dialogo tra i danneggiati e la nazione, specialmente nel confronto con i politici, l’esito mediatico aggressivo e ideologico dimostra che in tema di emergenza sanitaria l’Italia non ha ancora accettato di affrontare questo tema, che si conferma come un enorme tabù, autentica macchia in un mondo politico e culturale che si vorrebbe democratico, aperto al dialogo e alla scienza.
Presenti nel pomeriggio anche due sacerdoti cattolici, la cui solidarietà è stata apprezzata dai presenti di qualunque credo. Pur con ciò si conferma l’assordante silenzio delle istituzioni ecclesiali fino ad oggi davanti ai dolori dei danneggiati da vaccino e alle ingiustizie legate all’emergenza sanitaria.
Rimane come icona della giornata la testimonianza tragica di due genitori, il cui figlio, reso gravemente disabile dopo le vaccinazioni anti-covid, ora chiede l’accesso al suicidio assistito. Dio non voglia che sia questa l’unica risposta che politica si propone di dare a una popolazione sempre più demoralizzata e distante.


