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Dalla loggia alla società: il trionfo della mentalità massonica

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La data di nascita della Massoneria è il 24 giugno 1717: la ricorrenza di san Giovanni Battista è uno dei tanti sovvertimenti di simboli ed espressioni cristiane, indice di un più generale sovvertimento dei valori penetrato a fondo nel sentire comune. 

Cultura 24_06_2023

Il 24 giugno 1717, festa di san Giovanni Battista, veniva fondata a Londra la Gran Loggia Madre di Inghilterra. Interessante notare come sia stata scelta la ricorrenza di uno dei più grandi santi della Chiesa cattolica per fondare la contro-Chiesa per eccellenza.

Il rovesciamento e l’appropriazione strumentale di nomi, simboli ed espressioni cristiane hanno contribuito a rendere la Massoneria uno di quei fenomeni storici e sociali particolarmente complessi da analizzare e studiare per via, da un lato, della rigida segretezza cui i massoni sono vincolati, una segretezza che rende ardua qualunque libera ricerca negli archivi delle logge da parte di coloro che delle logge non fanno parte; dall’altro lato, dalla sovrabbondanza di informazioni false e contraddittorie che circolano non solo sul web, ma anche spesso nella storiografia (sia di parte massonica sia di parte anti-massonica), informazioni che sono guidate più da scelte e pregiudizi ideologici, anziché dall’oggettiva verità dei fatti.

Eppure, si tratta di uno studio quanto mai necessario, ancora oggi, perché capire il patrimonio culturale massonico aiuta a comprendere meglio la modernità e la contemporaneità. Si potrebbe definire il periodo che va dal 1717 al 1945 come il periodo del “trionfo massonico”, un periodo in cui le logge hanno davvero giocato un ruolo di notevole rilievo nel forgiare la mentalità filosofica, politica, economica e spirituale. Oggi dovremmo piuttosto parlare di “periodo post-massonico”. In effetti, la mentalità massonica – che trova in ultima istanza la propria radice nel pensiero gnostico – è ormai entrata così a fondo nel sentire comune che la Massoneria stessa quasi non ha più ragion d’essere: tutti oggi pensano con categorie gnostiche, non più cattoliche, senza avere più bisogno di essere iniziati nelle logge.

Il processo di questa graduale “iniziazione collettiva” è stato lento nei secoli, complesso e intricato, spesso di difficilissima previsione, e inizia in realtà molto tempo prima della fondazione della prima loggia londinese avvenuta all’inizio del XVIII secolo. La Massoneria cosiddetta “speculativa”, infatti, non ha un’identità davvero propria: essa nacque dal bisogno di istituire un ricettacolo per tutte quelle tradizioni culturali e spirituali che avevano serpeggiato sotterranee nell’Europa cattolica medievale e in quella, già assai divisa, moderna. Cabalismo, catarismo, ermetismo, alchimia, rosacrocianesimo: tutte diverse declinazioni di uno stesso pensiero filosofico-teologico, antico tanto quanto lo stesso cristianesimo, e anzi con radici perfino più antiche: la gnosi, come si accennava.

La gnosi è considerata come la possibile risposta a una delle domande fondamentali dell’uomo, sicuramente una di quelle che maggiormente inquieta l’animo umano: cosa si deve fare per ottenere salvezza? Di fronte alla caducità della vita, all’ignoranza, ai limiti stessi dell’esistenza, cosa può fare l’uomo per salvarsi? Il cattolico ritiene che tale caducità sia conseguenza di un peccato originale e che la salvezza proceda dall’aderire alle verità rivelate da Dio (fede) e dal vivere nella grazia corroborata dai sacramenti e dalle opere di giustizia. Lo gnostico, invece, ritiene che i limiti umani siano un effetto diretto della materialità, ritenuta quindi intrinsecamente malvagia. Il dualismo tra spirito e materia rispecchia il dualismo tra bene e male, dove quest’ultimo non è più da intendere come l’agostiniana privatio boni, bensì come un Assoluto. Lo gnostico, dunque, ritiene che la salvezza proceda dalla liberazione dalla materialità. Ma per raggiungere tale libertà bisognerà raggiungere dapprima la conoscenza certa e profonda dei segreti della natura umana e del cosmo in cui viviamo (è questo, infatti, che γνῶσις significa in greco antico, “conoscenza”).

Colui che conosce i segreti della natura sarà anche in grado di manipolare la natura a proprio vantaggio. Così almeno lo gnostico ritiene. Si capisce allora perché, all’inizio del presente articolo, si diceva che oggi la mentalità comune è de facto una mentalità gnostica. La fiducia cieca che l’uomo ripone nelle scienze esatte e nelle scienze naturali (che però esatte non sono) e nella tecnologia, oltre che nello Stato – tecnocratico, burocratico, spersonalizzato –, è semplicemente l’evoluzione di quel pensiero antico che ripudiava l’idea di un Dio creatore e trascendente, redentore e santificatore, e accettava invece l’idea più blanda di un Assoluto meccanicistico, chiuso in se stesso, che non crea, ma emana ciò che esiste. E si badi bene: se la divinità emana, non crea, allora tutto ciò che esiste gode della stessa natura divina.

Questa divinità, che altri non è se non un semplice grande architetto dell’universo, finisce per coincidere con lo stesso universo, e per questo motivo lo gnosticismo sfocia spesso e volentieri nel panteismo. Anche in questo caso, non bisogna guardare altrove per scoprire l’origine recondita dell’odierna ideologia ambientalista, che divinizza la Terra (l’ambiente, non più il Creato) a novella dèa. Così come non bisogna guardare altrove per cercare le radici culturali più profonde della sessuofobia che oggi divampa così tanto tra le persone.

Sì, perché non bisogna essere puritani e vivere nell’Inghilterra vittoriana per essere sessuofobi. L’edonismo sfrenato, la pornografia, l’ideologia gender e l’esaltazione delle pratiche sessuali “alternative”, il transessualismo, la legittimazione dell’aborto e della contraccezione: sono tutte pratiche che nascono dalla vera paura della sessualità. Non è un caso che alcune sette gnostiche dei primi secoli dopo Cristo (come i carpocraziani) esaltavano la ritualità orgiastica per  disprezzo nei confronti della sessualità finalizzata alla procreazione e che, in quanto tale, non fa altro che prolungare le catene della materia.

Questo processo, questa “iniziazione collettiva”, può assumere il nome di Rivoluzione. La Massoneria è stato certamente il più importante strumento in mano alla Rivoluzione, il cui fine è stato sempre quello di sovvertire il vecchio ordine cristiano per instaurarne uno nuovo di matrice gnostica. Ecco perché uno studio della Massoneria che tenga conto di questa provenienza culturale è fondamentale per comprendere più a fondo la società scristianizzata in cui viviamo e anche, almeno in parte, la società verso cui siamo diretti.
 

Gaetano Masciullo è autore di La tiara e la loggia, con prefazione di mons. Nicola Bux, Fede&Cultura, Verona 2023.