Coppia gay fa causa a madre surrogata
Una coppia gay inizialmente vuole che il bambino in grembo ad una madre surrogata venga abortito perchè "difettoso". Poi, una volta nato, fa causa alla donna.
Siamo in Ontario. Lei è una madre surrogata che porta in grembo un bambino che, come un pacco, dovrà essere consegnato ad una coppia gay. Però nel giugno del 2024, alla 22esima settimana di gestazione, una ecografia mostrò che il feto presentava labbro leporino, fessurazione del palato e un lieve difetto cardiaco. Appellandosi ad una clausola del contratto di maternità surrogata, la coppia gay allora chiese alla donna di abortire: se il prodotto è fallato va scartato.
La donna si oppose e grazie anche all’assistenza dei medici riuscì a convincere i due uomini a desistere. Nacque alla fine il bambino che sarebbe stato poi consegnato alla coppia. Quest’ultima fece poi causa alla donna – causa che continua tutt’ora – perché avrebbe assunto comportamenti pericolosi per il feto, non l’avrebbe informata in modo adeguato sullo stato di salute del nascituro, avrebbe violato la privacy della coppia e avrebbe procurato un grave stress emotivo alla stessa. Risultato: richiesta di 600mila dollari. All’omosessualità e al ricorso alla maternità surrogata che ha comportato il decesso di chissà quanti bambini prodotti in provetta, i due hanno aggiunto anche l’avidità. Quando l’abisso chiama l’abisso (Salmo 42:7).

