Congedo mestruale per trans
Presso l'Università francese di Limoges viene istituito un "congedo mestruale" per le donne e gli uomini trans. 50 ragazzi ne usufruiscono e l'ateneo torna sui suoi passi.
Presso l'Università di Limoges, nell'ottobre 2025 è stato introdotto un programma di "congedo mestruale". Tramite un’autocertificazione quelle studentesse che soffrono di mestruazioni particolarmente dolorose possono assentarsi dalle lezioni per un massimo di 10 giorni l’anno.
Ma dato che ci sono anche i transessuali, ossia uomini che si credono donne, ecco la genialata: «Abbiamo deciso di aprire questa possibilità a tutti gli studenti, indipendentemente dal genere, per evitare stigmatizzazioni», specifica Raphaël Jamier, Vicepresidente dell'Università responsabile della vita studentesca.
Risultato: 50 studenti maschi, per niente transessuali, della scuola di ingegneria Ensil-Ensci hanno usufruito di questo “congedo mestruale”, accumulando circa 100 giorni di assenza. Questa scelta, in realtà assai legittima viste le premesse, venne considerata da alcuni docenti «irrispettosa nei confronti delle donne che, a differenza loro, hanno bisogno di questi giorni liberi». Ma in realtà è irrispettoso per le donne equiparare biologicamente uomini e donne, è irrispettoso cioè considerare un transessuale donna. E, inoltre, affermare che le donne hanno bisogno di questi giorni liberi a differenza degli uomini non significa considerare irrazionale estendere il “congedo mestruale” agli uomini trans?
La soluzione scelta dell’ateneo per porre fine a questi presunti abusi è poi la firma alla follia della cultura woke. I vicepresidenti della vita studentesca hanno infatti inviato una lettera agli studenti che così recita: «Chiunque non possa, biologicamente, soffrire di alcuna sindrome mestruale non ha diritto al congedo mestruale», che attesta l’infondatezza di estendere il “congedo mestruale” agli uomini, fossero anche trans.
Insomma grazie a quei 50 studenti l’ateneo ha dovuto fare dietrofront e accorgersi dell’insensatezza di considerare gli uomini trans come le donne in merito a certi “problemi” femminili. Quando la realtà vince sull’ideologia.

