Attacco a una chiesa cattolica in Nigeria
La chiesa è stata attaccata da una banda di Fulani armati che hanno danneggiato gravemente anche gli altri edifici della parrocchia
Il 23 marzo dei pastori Fulani armati hanno attaccato la St James the Great Catholic Church di Adu, nel distretto di Takum dello stato di Taraba, nel nord est della Nigeria, infliggendo danni ingenti alla chiesa, agli edifici parrocchiali e alla residenza del parroco. Le autorità avevano avvisato della presenza di una banda di Fulani armati e del pericolo di attacchi. Fonti locali sostengono che l’attacco alla chiesa potrebbe essere una rappresaglia, per vendicare le ingenti perdite di bestiame subite alcuni giorni prima quando dei gruppi di difesa hanno fermato l’avanzata della banda. Negli ultimi mesi nel Takum e in altre aree del Taraba sono stati molti gli avvistamenti di bande armate Fulani che usano come copertura gli spostamenti di grandi mandrie di bestiame e si insediano creando dei campi base nella boscaglia. “Sempre più terroristi si stanno riorganizzando in diverse località. La notizia di questi attacchi – si legge in un documento diffuso da don Anthony Bature, vicario amministrativo e incaricato del comitato per la pace della diocesi di Wakuri – sta alimentando la paura e l’ansia della popolazione, spingendola a un esodo di massa verso destinazioni sconosciute, senza alcuna speranza di salvezza”. Monsignor Mark Maigida Nzukwein, vescovo di Wakuri, denuncia da mesi il crescente stato di insicurezza nella diocesi e la necessità di rafforzare la sicurezza nella regione per evitare un disastro umanitario che ormai appare imminente. “Finora si contano oltre 80 morti – ha spiegato durante un incontro con i mass media – numerosi feriti, oltre 200 comunità e chiese distrutte e più di 90.000 abitanti cattolici sfollati. I miliziani Fulani che compiono questi attacchi di solito arrivano nelle prime ore del mattino, perlopiù mentre la gente dorme, e sferrano gli assalti uccidendo chiunque incontrino e dando fuoco a case e raccolti. Inoltre i miliziani hanno preso il controllo dei terreni agricoli della popolazione e attaccano chiunque osi recarsi nelle fattorie per procurarsi cibo per le loro famiglie. Alcune donne sono state violentate durante gli attacchi. I pastori utilizzano i raccolti per sfamare le loro mandrie”.

