a cura di Anna Bono
  • Chiesa cattolica africana

Anche i sacerdoti africani cedono alla tentazione di emigrare

 

“Andare in Europa, vivere in Europa, abbandonare l’Africa è diventata un’ideologia molto pericolosa che distrugge gli spiriti, dai più fragili ai più solidi come quelli dei religiosi”. Padre Donald Zagore, della Società Missioni Africane, da voce alla preoccupazione della Chiesa africana per i tanti sacerdoti e religiosi che lasciano il continente o, avendo studiato altrove, non vi fanno ritorno perché preferiscono servire nei paesi europei e americani. “È triste – prosegue – ma è importante riconoscere che il fenomeno dell'immigrazione in Europa riguarda non solo le nostre società civili africane, ma anche le nostre numerose diocesi e comunità religiose.  L'emigrazione dall'Africa all'Europa, nella sua forma religiosa, è un fenomeno che sta diventando sempre più importante nel nostro continente”. Come altri africani, li spinge la ricerca del bene materiale e del prestigio: “molti africani – spiega ancora padre Donald in una intervista rilasciata all’agenzia Fides – pensano di essere superiori agli altri, specialmente negli ambienti ecclesiastici, perché vivono, lavorano o studiano in Europa. (…) Questo concetto comporta un enorme pericolo per la Chiesa cattolica in Africa che va via via svuotandosi a causa della mancanza di sacerdoti oltre al proliferare di vocazioni che possono essere non sincere”. Monsignor Ignace Bessi Dogbo, presidente della Conferenza episcopale della Costa d’Avorio, chiama “preti vaganti” i sacerdoti che rifiutano di tornare in Africa dopo gli studi o dopo una missione in Europa. “Il sacerdozio e la vita religiosa non dovrebbero essere un trampolino di lancio per fuggire dall’Africa perché è povera” ha detto Monsignor Yao Kouadio, vescovo di Daloa, Costa d’Avorio, in una sua omelia.