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Covid-19

Algeria. Fermare il virus con il Corano

Mentre l’Algeria patisce una catastrofica carenza di strutture sanitarie, il governo distribuisce copie del Corano e ne ordina la lettura dagli altoparlanti delle moschee chiuse

 

Svipop 14_04_2020

L’agenzia di stampa AsiaNews il 14 aprile ha pubblicato la denuncia di un giovane studioso musulmano secondo il quale in Algeria solo gli ospedali militari dispongono di attrezzature adeguate a trattare gli ammalati di Covid-19 e sono riservati a persone in posizioni di potere. Invece di rimediare alla carenza di posti letto e attrezzature e invece di spiegare alla popolazione come comportarsi per evitare il contagio, il governo ha delegato l’emergenza al ministero degli affari religiosi che finora ha realizzato due iniziative. La prima è stata la distribuzione su quasi tutto il territorio nazionale di copie del Corano tramite la mobilitazione della rete delle associazioni islamiche. Copie del Corano sono state offerte ai militanti salafiti a livello locale che supervisionano la popolazione nei quartieri e nei villaggi “invitandoli ad affrontare la crisi sanitaria con approcci religiosi”. Contemporaneamente, dato che le moschee sono chiuse, il ministero degli affari religiosi ha ordinato agli imam di trasmettere tramite gli altoparlanti dei minareti la lettura di sure, versetti del Corano: per circa mezz’ora, ogni giorno, prima delle preghiere di mezzogiorno. “A che cosa servono tali decisioni – si domanda l’autore della denuncia – è questo che ci salverà dalla tragedia che il Covid-19 può causare? Non sarebbe stato meglio educare la popolazione a far conoscere come proteggersi? (…)  Insomma lo Stato, invece di garantire le cure necessarie e i prodotti di base, al fine di evitare che la popolazione si metta in pericolo nelle resse per un sacco di farina, come vediamo ogni giorno, lo Stato attraverso le sue istituzioni preferisce lasciare questo popolo addormentato nell'ignoranza e nell'oscurantismo, nutrendolo con una concezione arcaica della religione!”.