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Aiuto alla Chiesa che Soffre: dopo Piacenza arriva Koch

Il porporato tedesco è il secondo presidente internazionale di ACS da quando è stata elevata a Fondazione di diritto pontificio.

Borgo Pio 29_11_2025
GIULIANO DEL GATTO - IMAGOECONOMICA

Leone XIV ha nominato il cardinale Kurt Koch presidente internazionale di Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS). Il porporato tedesco, 75 anni, prefetto del Dicastero per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, subentra al cardinale Mauro Piacenza, che ne è stato il primo presidente da quando, nel 2011, è stata elevata a Fondazione di diritto pontificio. ACS è presente attualmente in 23 Paesi e dal 1999 pubblica il Rapporto sulla libertà religiosa nel mondo.

«Siamo molto lieti di avere il cardinale Koch come nostro presidente, e di poter beneficiare della guida che potrà offrirci nella nostra missione a favore dei cristiani perseguitati e sofferenti in tutto il mondo. Siamo grati a Papa Leone per questa nomina e per il suo interesse verso il nostro lavoro», dichiara la presidente esecutiva Regina Lynch, esprimendo pari gratitudine al cardinale Piacenza nel quale «ACS ha sempre avuto un punto di riferimento sicuro e affidabile. Ha mostrato grande interesse per il nostro lavoro, accompagnandoci con consigli e sostegno. È sempre stato un forte promotore delle iniziative di ACS. Gli siamo molto grati per il suo servizio ai cristiani perseguitati e sofferenti». 

Aiuto alla Chiesa che Soffre nacque nel 1947 per iniziativa di padre Werenfried (Philipp) van Straaten, sacerdote olandese appartenente all'Ordine Premostratense, cui l'opera di sostegno in favore dei tedeschi della Germania orientale espulsi dai loro territori in seguito alla Seconda Guerra Mondiale valse il soprannome di Spekpater, "Padre Lardo". Convinse infatti i contadini fiamminghi ad aiutare gli ex nemici con questo singolare appello: «Non ho bisogno di soldi da voi, perché i soldi non possono comprare nulla in Germania. Voglio la pancetta!». Dall'aiuto ai tedeschi l'opera si espanse a favore dei Paesi dell'est soggetti al dominio comunista e dagli anni Sessanta anche nei Paesi extraeuropei. Tipici dell'opera di "Padre Lardo" erano le cappelle mobili allestite su camion e autobus per offrire agli sfollati non solo aiuti materiali ma anche la Messa e i sacramenti.