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A Quincy (Massachusetts) vietate le statue dei santi

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Giustizia iconoclasta nello Stato del Massachusetts. Il sindaco cattolico di Quincy vuol erigere le statue di San Michele Arcangelo e San Floriano nella sede di polizia e pompieri, ma non può per "lesa laicità".

Libertà religiosa 26_08_2026
San Michele e San Floriano a Quincy (ChatGPT)

San Michele Arcangelo e San Floriano, patroni delle forze di polizia e dei vigili del fuoco riconosciuti in tutto l’Occidente, vengono sospesi in Massachusetts, in quella che appare una nuova guerra iconoclasta, con il rischio di abolire ogni simobolo religioso, culturale e cristiano, non solo da ogni sfera pubblica, ma anche da spazi privati visibili da spazi pubblici.

La Corte Suprema del Massachusetts ha stabilito giovedì 20 agosto che la città di Quincy, un sobborgo di Boston, non può erigere statue di santi su un edificio pubblico, a seguito di una causa in corso sulla presunta violazione della libertà religiosa che le stesse sculture dei Santi potrebbero aver causato. La sentenza  conferma la decisione del tribunale di primo grado dell'ottobre 2025, che ordinava alla città di sospendere l'installazione di due sculture di santi cattolici alte tre metri, situate all'esterno di un nuovo complesso per la pubblica sicurezza. Allora il giudice di primo grado del Massachusetts apriva la strada al ricorso in appello che potrebbe determinare il modo in cui lo Stato tratterà in futuro le controversie relative alla separazione tra Chiesa e Stato. «La denuncia in questione sostiene in modo plausibile che le statue oggetto della controversia trasmettano un messaggio che favorisce una religione rispetto alle altre», aveva scritto il 14 ottobre 2025 il giudice William Sullivan della Corte Superiore della contea di Norfolk in una sentenza di 26 pagine, infatti «le statue, in particolare se considerate nel loro insieme, sostengono palesemente le credenze cattoliche».

Le statue in bronzo di San Michele Arcangelo e San Floriano, rispettivamente patroni delle forze di polizia e dei vigili del fuoco, alte 10 piedi (poco più di 3 metri) che avrebbero dovuto essere installate sulla facciata dell’edificio, erano perciò rimaste in magazzino. Il sindaco di Quincy, Thomas Koch, un cattolico veramente devoto, aveva commissionato le statue, impegnando l’amministrazione pubblica per uno stanziamento complessivo di 850mila dollari provenienti dalle tasse dei contribuenti. Koch ha sempre ribadito che i santi «aggiungono interesse» e «si collegano alle destinazioni d’uso dell’edificio», nessuna delle due statue veicola messaggi strettamente religiosi, mentre rappresentano il coraggio, l’audacia e il servizio, valori incarnati dalle forze di polizia e primo soccorso di Quincy.

Un gruppo di cittadini residenti di Quincy e dall'”American Civil Liberties Union” (Aclu) aveva adito alla Corte Suprema dello Stato, sostenendo che le immagini religiose violassero la clausola di pari protezione delle religioni dell'articolo 3 della Costituzione del Massachusetts ed il sindaco avesse stipulato segretamente un contratto per le statue nel 2023, contratto reso noto solo attraverso un articolo su un quotidiano locale, il Patriot Ledger nel febbraio 2025. Nella sentenza di giovedì scorso, l'alta corte dello Stato del Massachusetts ha dato ragione al giudice William Sullivan nel sospendere l'installazione.

In sintesi, si legge nella decisione dei giudici della Corte Suprema dello Stato che «la probabilità che queste statue di figure religiose strettamente legate alla fede cattolica possano essere percepite dal pubblico come un’approvazione di una particolare religione, e quindi come una subordinazione delle altre, è accentuata dal fatto che le statue non fanno parte di una collezione più ampia di statue e monumenti che includa anche elementi non religiosi o statue di figure di particolare importanza per altre religioni». La corte, all’unanimità, ha confermato un’ingiunzione preliminare a favore di una dozzina di residenti della città di Quincy e dell’Aclu che si oppongono alle statue, attualmente conservate in un deposito in una località a sud di Boston.

Lisa Aimola, portavoce del municipio Quincy, ha dichiarato in un comunicato che la città continuerà la sua battaglia legale per l'installazione delle statue. «I vigili del fuoco e gli agenti di polizia di Quincy rischiano la vita ogni giorno per questa città, e queste statue sono state scelte per onorare il loro coraggio, il loro servizio e il loro sacrificio», ha scritto Aimola. «Questa decisione è deludente, ma è preliminare e continueremo a lottare per poter commemorare i nostri soccorritori nei limiti consentiti dalla legge.» In una dichiarazione, l'Aclu ha elogiato invece la decisione della Corte Suprema, come «un monito inequivocabile: il governo non ha alcun diritto di favorire determinate fedi, nemmeno in importanti strutture cittadine», ha dichiarato Daniel Mach, direttore del Programma per la libertà di religione e di credo dell'Aclu.

Il caso ora torna ora alla Corte Superiore di Norfolk che dovrà decidere definitivamente sul merito della vicenda e sulla distruzione o permanente nascondimento delle statue. In ogni caso però ci sarà la possibilità di ricorso anche alla Corte Suprema degli Stati Uniti, qualora il sindaco Koch della città decidesse ascoltare le valutazioni del “Becket Law Group” che ha ribadito come la scelta di queste statue fosse per «onorare il coraggio e il sacrificio dei propri vigili del fuoco e della polizia [...] La città non dovrebbe essere costretta a nascondere opere d’arte pubbliche semplicemente perché alcune persone potrebbero associarle alla religione quando le vedono».

Fosse così, cosa si dovrebbe vietare, dalle croci sui campanili alle edicole votive o semplicemente le commemorative lapidi nei cimiteri pubblici, le statue nelle chiese quando le porte sono aperte lungo la strada pubblica? Persino le immagini religiose e chiaramente cristiane della storia dell’arte universale (italiana) e le mezzelune sopra o sotto i minareti e gli incroci stradali visti dai droni? Gli esempi non finirebbero mai… certamente però la sbandierata fine del “Woke 1”, apre le porte a un “Woke 2” ben peggiore ed iconoclasta.