Schegge di vangelo a cura di don Stefano Bimbi
Sant’Etelberto a cura di Ermes Dovico
Svipop
a cura di Riccardo Cascioli
Epidemie

24 ottobre. Giornata mondiale della polio

L’Oms dichiara lo stato di allarme elevato per i troppi casi in Afghanistan e Pakistan e per l’impossibilità di controllare le epidemie in Africa e Asia dove la polio è tornata in almeno 14 stati

Svipop 24_10_2019

 

Il 24 ottobre ricorre la Giornata mondiale della poliomielite. Per l’occasione l’Oms ha diramato un comunicato nel quale evidenzia i risultati conseguiti e al tempo stesso seri motivi di preoccupazione. Dai 350.000 casi di poliomielite del 1988, anno in cui è stata lanciata la prima campagna mondiale di vaccinazione, si è passati alle attuali poche decine. Inoltre è stata dichiarato scomparso uno dei tre ceppi di virus “wild” (presenti in natura), individuato per l’ultima volta in Nigeria nel 2012. Proprio la Nigeria quasi sicuramente sarà presto dichiarata “polio free” dopo tre anni senza che si siano rilevati casi. Ma ci sono anche cattive notizie, davvero pessime. Innanzi tutto in Pakistan e in Afghanistan, gli ultimi due stati in cui la malattia è endemica, si sono verificati numerosi casi di contagio da virus “wild”. Inoltre nel 2019 si  sono registrate nuove, impreviste epidemie da vaccino, rare mutazioni del virus che si possono produrre in aree a bassa immunizzazione. È successo in almeno 14 paesi, alcuni dei quali non presentavano casi da anni: tra questi, il Ghana e le Filippine che hanno entrambi denunciato una epidemia a settembre. Infine si sono scoperti alcuni casi dei ceppi da vaccino passati da un paese all’altro: ad esempio dalla Nigeria agli stati confinanti e dalla Somalia alla vicina Etiopia. “Il rischio di nuove epidemie in nuovi paesi va considerato estremamente elevato, anzi probabile” ha dichiarato l’Oms. Nonostante i messaggi rassicuranti, gli esperti dell’agenzia Onu in un summit convocato all’inizio di ottobre hanno detto di nutrire “grave preoccupazione in merito ai risultati globali degli sforzi fatti per sradicare la malattia” e hanno citato in particolare l’impossibilità di controllare le epidemie in Africa e in Asia.