Tristi notizie dal continente africano
Una chiesa è stata data alle fiamme nel Sudan del Sud e due salesiani sono stati gravemente feriti nella Repubblica Democratica del Congo
Due tristi notizie arrivano dall’Africa. Il 4 ottobre nel Sudan del Sud ignoti hanno dato fuoco alla chiesa di San Michele a Panriang, nella diocesi cattolica di Bentiu, la capitale dello stato dell’Unità. Il parroco e alcuni fedeli sono intervenuti prontamente e questo ha evitato il peggio, ma l’altare e parti dell’edificio sono andati a fuoco. Istituita nel 2024, la diocesi serve territori scorporati dalla diocesi di Malakal e comprende sette parrocchie. Le autorità diocesano hanno invitato i cristiani e tutte le persone di buona a pregare e ha sollecitato indagini per individuare gli autori del gesto. Parte del territorio della diocesi è vittima, come altre regioni del paese, dalla violenza ormai endemica nel paese da quando nel 2013 è scoppiata la guerra per il controllo del sistema politico tra le due principali etnie: i Dinka e i Nuer. Da allora l’insicurezza regna nel paese anche dopo la firma di trattati di pace che non hanno mai messo davvero fine alle ostilità. Nella Repubblica Democratica del Congo il 5 ottobre due salesiani, padre Patrick Mwenya, vicario della cappella e amministratore della comunità, e fratel Evariste Ilunga, economo, sono stati feriti gravemente da uomini armati che hanno attaccato la loro comunità, situata nella provincia di Halto Katanga, nel sud est del paese. L’attacco si è verificato intorno alle una e mezza di notte. Gli uomini hanno fatto irruzione nella struttura della comunità salesiana Jacaranda e hanno forzato la porta della stanza di padre Mwenya. Gli hanno sparato tre colpi di arma da fuoco ferendolo alla bocca, alle costole e a un braccio. Erano in cerca di denaro. Quello che hanno trovato era poco e quindi sono andati a cercarne altro nella stanza di fratel Ilunga che hanno ferito due volte a una gamba. Se ne sono andati portando con sé molto denaro inclusi i fondi destinati alla gestione della scuola della comunità. Entrambi sono stati ricoverati nell’ospedale Afia Don Bosco, nell’unità di cura intensiva dove si trovano tuttora, fortunatamente fuori pericolo.


