Società chirurgia plastica Usa: no ai baby trans
L'American Society of Plastic Surgeons si è espressa in modo negativo riguardo alle operazioni chirurgiche volte al “cambio” di sesso dei minori.
L'American Society of Plastic Surgeons (ASPS) si è espressa in modo negativo riguardo le operazioni chirurgiche volte al “cambio” di sesso per i ragazzi sotto i 19 anni.
In una dichiarazione pubblicata il 3 febbraio scorso e rivolta ai suoi 11mila membri così possiamo leggere: «alla luce di recenti pubblicazioni che segnalano una certezza bassa o molto bassa in merito alle prove riguardanti gli esiti sulla salute mentale, insieme alle crescenti preoccupazioni sui potenziali danni a lungo termine e sulla natura irreversibile degli interventi chirurgici in una popolazione vulnerabile dal punto di vista dello sviluppo, l'ASPS conclude che non vi sono prove sufficienti a dimostrare un rapporto rischio-beneficio favorevole per il percorso di interventi endocrini e chirurgici correlati al genere nei bambini e negli adolescenti. L'ASPS raccomanda ai chirurghi di ritardare gli interventi chirurgici al seno/torace, ai genitali e al viso correlati al genere fino a quando il paziente non abbia almeno 19 anni».
Ciò detto l’ASP purtroppo è contraria a rendere illegali tali pratiche, infatti ritiene che «la regolamentazione dell'assistenza medica si realizzi al meglio attraverso l'autoregolamentazione professionale, piuttosto che attraverso il diritto penale o approcci legislativi punitivi. Sebbene i membri dell'ASPS possano avere punti di vista diversi su questioni specifiche relative all'assistenza medica e chirurgica di genere per adolescenti o adulti, la Società rimane unita nel voler un contesto normativo che consenta ai medici di esercitare un giudizio professionale indipendente, guidato dalle migliori prove disponibili, da quadri etici consolidati e dal benessere del paziente»

