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IL BRACCIO DI FERRO

Smom, il Papa decapita l'ala tedesca: vincono i "religiosi"

La saga dell'Ordine di Malta è arrivata all'epilogo. Francesco ha disposto la revoca delle Alte Cariche, lo scioglimento dell'attuale Sovrano Consiglio e la costituzione di un Sovrano Consiglio provvisorio. Destituito von Boeselager, l'uomo forte dell'ala tedesca. Importanti riforme in senso della conservaizone del carisma religioso dell'ordine giovannita. 

Ecclesia 03_09_2022

La saga dell'Ordine di Malta è arrivata all'epilogo. La pazienza del Papa, che negli ultimi due anni ha cercato in ogni modo di evitare strappi traumatici sul terreno della riforma costituzionale, è stata messa a dura prova da chi ha apertamente contestato l'uomo da lui scelto come suo Delegato Speciale, il cardinale Silvano Maria Tomasi. Più il tempo passava e più la componente critica con l'operato di Tomasi ha osato sempre di più, prima nominando una sorta di gruppo di lavoro-ombra guidato dal libanese Marwan Sehnaoui e incaricato di redigere una bozza alternativa, poi ha esternato la sua insoddisfazione con lettere ed interviste divenute pubbliche e nelle quali si palesava addirittura la volontà di non accettare la riforma così com'era.

I venti di ribellione, però, non hanno piegato la fiducia di Francesco in Tomasi e nel neocardinale Gianfranco Ghirlanda, punta di diamante del gruppo di lavoro ufficiale: e così, questa mattina, nell'udienza concessa alla delegazione dello Smom, ha disposto la revoca delle Alte Cariche, lo scioglimento dell'attuale Sovrano Consiglio e la costituzione di un Sovrano Consiglio provvisorio. Destituiti, dunque, Gran Commendatore, Grande Ospedaliere, Ricevitore del Comun Tesoro e Gran Cancelliere; ovvero Fra’ Ruy Gonçalo do Valle Peixoto de Villas Boas, Dominique Principe de La Rochefoucauld-Montbel, Jànos Esterhàzy de Galantha e  Albrecht Freiherr von Boeselager. Quest'ultimo, nella governance dal lontano 1989, è considerato l'uomo forte della cosiddetta ala tedesca che ne esce praticamente azzerata dall'udienza odierna con il Pontefice.

Il Sovrano Consiglio, sciolto oggi dal Santo Padre, era stato in questi ultimi anni il cuore della resistenza al tentativo di rinvigorire la vita religiosa dell'Ordine portato avanti dal duo Tomasi-Ghirlanda. Da quest'organismo, infatti, il 3 febbraio 2021 era uscito un documento che interveniva sul capitolo V del Codice modificando le precedenti regole per l'ammissione al secondo ceto senza che venisse in alcun modo menzionata l'approvazione o almeno la presa visione da parte del Delegato Speciale.

Un testo che portava la firma di Boeselager e che era accompagnato da una circolare interna di Ruy Gonçalo do Valle Peixoto de Villas Boas, entrambi privati dei loro precedenti incarichi con la decisione papale odierna. Cala il sipario, quindi, sulla stagione più travagliata dell'antico Ordine religioso e se ne apre una nuova, sotto l'egida della Santa Sede, con la costituzione di un Sovrano Consiglio provvisorio per il quale il Papa si è affidato agli italiani: accanto al francese fra' Emmanuel Rousseau che sarà Gran Commendatore, Gran Cancelliere e Ricevitore del Comun Tesoro saranno rispettivamente gli attuali presidente e vicepresidente dell'Associazione Cavalieri Italiani, Riccardo Paternò di Montecupo e Fabrizio Colonna.

Grande Ospedaliere sarà Fra' Alessandro de Franciscis già membro del gruppo di lavoro allargato voluto dal cardinale Tomasi per tendere la mano ai critici e che fu ugualmente ostacolato con il rifiuto della nomina da parte di Boeselager. Un nuovo Sovrano Consiglio formato da chi ha dimostrato spirito collaborativo nei confronti dell'opera portata avanti dal Delegato Speciale. Il porporato veneto ha potuto contare sulla fiducia assoluta di Francesco che, infatti, questa mattina ha deciso anche di promulgare la nuova Carta Costituzionale ed il relativo Codice Melitense così come preparati dal suo gruppo di lavoro e che confermano la natura religiosa dell'Ordine e la sua compatibilità con l'esercizio delle prerogative che gli competono in quanto soggetto di diritto internazionale.

Una revisione indigesta alla vecchia governance che ha manifestato in tutti i modi la sua insoddisfazione e che, per averla vinta, ha agitato in più occasioni la minaccia della perdita della sovranità. Lo ha ribadito anche fra' John Dunlap, Luogotenente del Gran Maestro e capo del Governo Provvisorio dell'Ordine di Malta, nella sua nota successiva all'uscita del decreto, affermando che "il Papa ha stabilito un percorso che promette di assicurare il futuro dell'Ordine sia come Istituto Religioso che come Entità Sovrana". Per dare linfa al carattere religioso dell'Ordine, la riforma costituzionale apre la possibilità di essere ammessi al Noviziato a chi ha compiuto ventidue anni. Un cambiamento che verrà accolto positivamente dai non pochi giovani soprattutto in Europa ed in America che attendono di poter essere ammessi e che aspettano da tempo per via del congelamento degli ingressi negli ultimi anni.

A tutti i membri, a prescindere dal ceto d'appartenenza, viene richiesto di vivere pienamente il carisma giovannita, dando prova di fedeltà alla Carta e al Codice e di difesa della religione cattolica, nonché di esercizio di carità. I cavalieri professi, bersaglio di critiche pesanti da parte della componente indisposta ad accettare le modifiche, grazie ad una riforma che rafforza l'aspetto spirituale dell'Ordine, continueranno a rappresentarne il cuore pulsante in quanto religiosi a tutti gli effetti. Il Papa ha anche disposto la convocazione del Capitolo Generale Straordinario per il 25 gennaio 2023 che sarà gestito dal cardinale Tomasi e dal neocostituito Sovrano Consiglio provvisorio. La convocazione di un Capitolo Generale era nelle intenzioni del  Delegato Speciale che in quella sede avrebbe voluto discutere e perfezionale la bozza proposta dal suo team, ma contro questo scenario si era opposto ad inizio anno il Gran Cancelliere uscente che ora vedrà lo svolgimento di un Capitolo Generale a Carta Costituzionale già promulgata.