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L’evento

Slovacchia, torna la Marcia per la vita

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Questa domenica si terrà in Slovacchia la Marcia nazionale per la vita, con diversi partecipanti dall’estero. Una manifestazione importante, che gode del sostegno della Conferenza episcopale.

Vita e bioetica 19_09_2026
Un momento della Marcia per la vita in Slovacchia

Domenica 20 settembre, dopo due anni, torna la Marcia nazionale per la vita in Slovacchia, con diversi partecipanti dall’estero. Nel 2024, l’evento aveva attirato circa 40 mila partecipanti a Košice, nell’Est del Paese, mentre questa domenica avrà luogo nella capitale, Bratislava, dove si spera di attirare più persone. Parleranno l’arcivescovo Nicola Girasoli, nunzio apostolico in Slovacchia, e Francesca Romana Poleggi del movimento pro vita italiano.

Tra gli altri ospiti invitati in Slovacchia, ci sono: Aleš Primc, che aveva guidato il referendum contro l'eutanasia in Slovenia; Olivia Maurel, attivista franco-americana per il divieto della maternità surrogata, pratica attraverso cui lei stessa è nata; Marie-Lys Pellissier del movimento francese Marche pour la vie.

Nel manifesto della V Marcia nazionale per la vita, L’amore è pro vita, gli organizzatori (cioè l’associazione civica Marcia nazionale per la vita) fanno appello al governo, ai parlamentari e alle istituzioni statali affinché abroghino la legge sull'aborto, proteggano il matrimonio come unione indissolubile tra un uomo e una donna e migliorino la situazione del Paese: «Le famiglie socialmente responsabili siano aperte ad avere più figli, poiché la Slovacchia ha bisogno di una politica demografica e familiare efficace». Si fa, poi, anche un mea culpa: «In quanto membri di questa società, siamo consapevoli della nostra complicità nella situazione attuale, in cui spesso abbiamo fatto parte della maggioranza silenziosa e non abbiamo difeso il diritto alla vita né creato le condizioni adeguate per il suo sviluppo». Perciò, gli organizzatori menzionano alcune azioni concrete: l’assistenza alle persone bisognose, in particolare alle donne in gravidanza, alle famiglie numerose e a quelle in situazioni di difficoltà, nonché il sostegno alle organizzazioni che forniscono tale assistenza. Vogliono, inoltre, tutelare il matrimonio tra un uomo e una donna come sorgente della famiglia, cellula fondamentale della società, e il rispetto del diritto dei genitori di educare i propri figli. Allo stesso tempo, si promuove una petizione per il divieto totale della maternità surrogata, la quale era già stata messa fuori legge nel 2025, con un apposito emendamento della Costituzione della Repubblica slovacca.

La Marcia, però, non è politica e proibisce la propaganda dei partiti, anche se probabilmente saranno presenti, come al solito, alcuni politici. L’evento pro-life più importante del Paese si svolge sotto gli auspici della Conferenza episcopale slovacca, che ha scritto una lettera pastorale letta domenica scorsa in tutte le chiese cattoliche. «Dietro molte tragiche decisioni di abortire – scrivono i vescovi – c’è la paura o l’ansia, in un contesto di impotenza, solitudine o pressione da parte del partner». L’episcopato non condanna le donne in questa situazione, ma vuole accompagnarle e aiutarle. I vescovi, «consapevoli della bellezza della maternità e dell'importanza di un coraggio responsabile nei confronti della paternità», invitano i fedeli a unirsi alla Marcia, sostenendo i centri di aiuto e «le madri che talvolta, a causa dei datori di lavoro, non godono di condizioni dignitose per crescere i propri figli».

Riguardo al programma, sabato 19 si svolgerà un concerto con vari artisti, soprattutto membri di Godzone (gruppo attivo anche nella Repubblica Ceca, che si era esibito durante il Giubileo dei Giovani a Roma nel 2025) e dell'Orchestra da Camera Slovacca. Domenica 20 settembre, i vescovi cattolici, ciascuno per la propria diocesi, celebreranno la Santa Messa. Poi, ci saranno concerti, discorsi e testimonianze. La Marcia è prevista nel centro di Bratislava, con inizio alle 14:30.

A giugno è cominciata una preparazione spirituale alla Marcia con i testi e i video di alcuni vescovi, ad esempio con intenzioni di preghiera quali "per un cuore sensibile alla tragedia degli aborti indotti" e "per il coraggio di costruire una cultura della vita".

L’arcivescovo Cyril Vasiľ (Eparchia di Košice), già segretario della Congregazione per le Chiese Orientali, ha ribadito che la vita umana inizia con il concepimento: «Questo è un fatto biologico indiscutibile, non una delle possibili opinioni personali, e certamente non un'interpretazione religiosa. Ma da ciò consegue logicamente che è necessario riconoscere la dignità e il diritto alla vita di ogni essere umano, indipendentemente dallo stadio di sviluppo, dalla corporatura, dall'età, dallo stato di salute». Il prelato ha aggiunto che la Marcia ci ricorda la verità dell'uguaglianza dei diritti umani per tutti. Secondo Vasiľ, si tratta di un incontro «sempre gioioso che ci rafforza nella consapevolezza che la verità può raggiungere i cuori e le menti di una cerchia sempre più ampia di persone e che sono in molti a voler esprimere il proprio sostegno a questa verità, anche attraverso sacrifici e sforzi personali, come quelli che caratterizzano la Marcia per la Vita».