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LA PROVOCAZIONE

Riprendiamoci le nostre vite (e la nostra fede)

Oggi è diventato un imperativo sociale, anche per alcuni vescovi, obbedire ciecamente ai decreti Covid del governo. Sembra che nessuno si renda conto che ci stanno togliendo la libertà, il bisogno naturale di relazioni e legami, ci stanno facendo morire per mancanza di amore. Cristiani, non cedete!

Editoriali 29_12_2020

"Più la caduta di un Impero è vicina, più le sue leggi sono folli”. Questa frase attribuita a Cicerone, ben descrive il tempo attuale.
In questi mesi difficili per tutti, lo “stile” di comportamento sociale è di “adeguamento” all’assoluta pretesa, ripetuta anche da alcune gerarchie ecclesiali, di non contrastare i decreti Covid del Governo. 

L’indignazione di molti non è l'espressione emotiva di un innato istinto critico o aggressivo, bensì è un moto di difesa dal pericolo di vedere erodere, piano piano, ogni giorno, ogni settimana, la propria libertà e i propri diritti.Ma anche l’angoscia di non poter proteggere, non solo se stessi, ma la propria esigenza biologica basilare, come il bisogno di ottenere cure per altre malattie e infermità. Infermità non solo fisiche, ma anche emotive e relazionali, causate dall'isolamento a cui siamo stati sottoposti negli ultimi mesi.

E che dire poi sulla propaganda della paura, fatta dal Governo attraverso TV, giornali e tutti i mass media? Inducendo, la moltitudine, alla paura delle relazioni e del contatto con gli altri, costringendo molti a perdere interesse per gli altri temi decisivi per la vita.
Ma nessuno vede l’enorme quotidiano livello di suicidi raggiunto?

Sento molte persone parlare dei propri cari ai quali da mesi è stata proibita la presenza, quella sì salutare e ristoratrice, dei familiari, che si lasciano andare, perché la loro vita ha perso il motivo stesso dell'esistere. Del resto la vita ha già battaglie sue proprie… e si sa come ogni esigenza biologica, quando viene soddisfatta, dia alla persona una sensazione di piacere e benessere anche nella malattia.

È la natura, amici miei politici appartenenti a ogni colore e istituzione; è la natura. È la natura che sviluppa i legami negli esseri umani (oltre che in alcune specie di animali) per il desiderio piacevole di essere gli uni vicino agli altri.
Così è delle famiglie. Così è delle Comunità e delle tribù per la loro stessa sopravvivenza.

Certo, molte persone oggi dichiarano di non aver bisogno di legami, soprattutto stabili, ma sotto sotto, gratta, gratta, alla fine riconoscono che è importante, per sentirsi umani, avere comunque dei legami.

Come adulti possiamo provvedere a noi stessi, possiamo decidere quale cibo prendere, come vestirci, e così via; addirittura esiste una mole di libri che ci indicano persino come ci si può “masturbare” senza il “bisogno” di nessuno. Ricerca palese di una esasperata e patologica autonomia.
È vero anche che, nell’infanzia e nell’adolescenza, siamo difesi dalle cure degli altri… Eppure oggi, incredibilmente, molti dei nostri bisogni non vengono soddisfatti e, nonostante i nostri sforzi, siamo costretti ad agire come vogliono altri, anche se non lo riteniamo giusto.

Che condizionamenti hanno subito le nostre vite!
Chi avrebbe mai pensato nel 2020 di essere impediti dall'abbracciare i nostri cari, i nostri genitori, i nostri nonni, i nostri figli e nipoti.
E dobbiamo fare i bravi… ssssstt…

Pretendono che, per un lasso di tempo, abbandoniamo la nostra identità di esseri umani, senza considerare il prezzo da pagare, soprattutto per alcune vite, sotto forma di privazione, dolore, isolamento.

Come si chiama la piacevole sensazione per cui vale la pena di educare i nostri figli all’altruismo, e ai valori morali? E La nostra famiglia all’accoglienza, la nostra società alla stabilità positiva dei valori etici?

Si chiama Amore!

Cari miei, la disponibilità emotiva di messaggi whatsapp, videochiamate, etc., senza un contatto fisico… è vuota!
È ovvio  che non è sufficiente, perché l'Amore non si esprime a fondo via internet. L’Amore deve essere condiviso col calore di un volto in carne e ossa.
Mi stupisce che, vista anche la scientificità che lo Stato usa per farci rinunciare al diritto di essere liberi, non siano affatto considerate nelle normative di oggi le emozioni.
Eppure le emozioni non sono né di sinistra né di destra e il dolore che possono arrecare alle persone è totalmente non considerato, anzi annullato nelle decine di decreti emessi.
Al dolore non si fa riferimento in nessun DPCM.
Tutti parlano, anche nei talk show, di depressione, di tensione, di sensi di colpa, di ansia ecc…  ma niente dolore. Tabù.

Il dolore è  tabù.
Eppure è risaputo che le emozioni investono tutto il corpo e tutta la persona. Le emozioni non conoscono il plurale o il singolare, non capiscono le promesse del Governo. Esse hanno una sola logica: rispondono al benessere o al malessere della persona; alla sua storia intrisa di ricordi positivi e negativi, per rinforzare i primi e curare i secondi.

Il diritto al benessere interiore non è da pagare per averlo, non è un lusso, non è nemmeno irresponsabile. È davvero incredibile come siamo stati inconsciamente condizionati in merito ad alcuni di questi nostri diritti inalienabili!

Oggi, il ritornello più diffuso è l’ossessione del Covid-19, accompagnato da un ribaltamento del concetto cristiano del nostro stesso esistere: lo sguardo non è più rivolto a Dio “farmaco di immortalità”, ma è da tenere strettamente fisso su noi stessi. Ah, che paranoia! Al massimo, come ci viene detto ogni giorno, possiamo consolarci con la visione continua di film, di reality-show, e così via, aventi l’unico scopo di “farci stare bene”.

Ecco la nostra civiltà: siamo alla Statolatria?
Perbacco, i diritti civili conquistati, la globalizzazione raggiunta attraverso i social, vuoi vedere che ci hanno portato all'adorazione del “nulla”?

Cristiani, non cedete! Anche se fossero i vostri stessi Pastori a sminuire e tacere la nostra storia cristiana fatta di reale Esperienza dello Spirito di Sacrificio, di Amore e Donazione gratuita per il Bene Vero! Storia cristiana che è fatta anche di “memoria”, di cinghia di trasmissione dei valori da padre in figlio.

Amici: solo la riscoperta di Dio, di Gesù, porta alla riscoperta della vita degli altri, oltre che di se stessi e del valore bellissimo, nel sacrificio!
Abbiamo bisogno della Sua presenza nella nostra vita, del Suo contatto dentro di noi, nella nostra anima, perché noi, e l’uomo in generale, ci facciamo molto male senza Dio.

Buon Natale!
Come è possibile non augurarci di incontrarci con Gesù?
Tenete duro! Può darsi che sia arrivato il tempo in cui le pecore sono chiamate non solo “a pregare”, ma a “chiedere” per i Pastori un po’ di sana, bella, antica ma sempre fresca Fede.

* Suora, Comunità Shalom - Palazzolo sull'Oglio