Schegge di vangelo a cura di don Stefano Bimbi
San Pier Damiani a cura di Ermes Dovico
LO STUDIO

Pillola e tumore al seno: nuove evidenze scientifiche

Ascolta la versione audio dell'articolo

Secondo un nuovo studio riportato anche dal Time, tutti i contraccettivi ormonali aumentano del 20%-30% il rischio di cancro al seno. La ricerca, coordinata dalla dottoressa Kirstin Pirie include anche le popolari pillole a base di soli progestinici.

Vita e bioetica 27_03_2023

Tutti i contraccettivi ormonali, lo dice anche il Time, aumentano anche il rischio di cancro al seno. Secondo un nuovo studio pubblicato martedì 21 marzo, tutti i contraccettivi ormonali aumentano del 20%-30% il rischio di cancro al seno. Nello studio, pubblicato sulla rivista ‘peer-reviewedPLOS Medicine, sono incluse anche le popolari pillole a base di soli progestinici (il progestinico agisce principalmente attraverso l'inibizione dell'ovulazione, l'aumento della viscosità del muco cervicale che ostacola il passaggio degli spermatozoi e le modificazioni dell'endometrio che inducono un ambiente sfavorevole all'eventuale impianto di una gravidanza).

Nello studio coordinato dalla dott.ssa Kirstin Pirie si analizza l'associazione tra contraccettivi ormonali combinati e a base di soli progestinici e il rischio di cancro al seno. Quali sono stati i risultati principali della ricerca pubblicata? I ricercatori hanno condotto uno studio che ha coinvolto quasi 10.000 donne di età inferiore ai 50 anni con cancro al seno, per valutare il legame tra l'uso di contraccettivi ormonali e il rischio di cancro al seno. I risultati hanno suggerito un aumento relativo di circa il 20%-30% del rischio di cancro al seno legato all'uso attuale o recente di contraccettivi orali o di soli progestinici. Lo studio ha rilevato anche che le donne che hanno assunto contraccettivi ormonali per un periodo di cinque anni tra i 16 e i 20 anni hanno rappresentato otto casi di cancro al seno ogni 100.000 persone. Le donne di età compresa tra i 35 e i 39 anni rappresentavano 265 casi su 100.000.

Il rischio per le donne di sviluppare il cancro al seno era circa lo stesso per i contraccettivi ormonali che utilizzavano sia estrogeni che progestinici e per quelli che utilizzavano solo progestinici. Lo studio ha concluso che l'eccesso di rischio assoluto associato all'uso di uno dei due tipi di contraccettivi orali è stato stimato minore tra le donne che li usano in giovane età piuttosto che in età più avanzata. Il tumore al seno è uno dei tipi di cancro più comuni al mondo, con circa 2,3 milioni di donne a cui viene diagnosticato ogni anno. Nel solo Regno Unito, si stima che una donna su sette svilupperà un tumore al seno prima o poi nel corso della vita. Era già noto da molti anni che le donne che utilizzano o hanno recentemente utilizzato la pillola contraccettiva orale combinata per più di cinque anni hanno un rischio maggiore del 25% di sviluppare un tumore al seno rispetto al rischio che avrebbero avuto se non avessero assunto la pillola.

Lo studio pubblicato suggerisce con evidenze scientifiche e statistiche  anche la pillola a base di solo progestinico (nota anche come minipillola) e altre forme di contraccezione ormonale comportano lo stesso aumento del rischio di cancro al seno della pillola combinata. Dunque non ci sono pillole più sicure di altre, tutte quante le pillole contraccettive comportano il rischio di sviluppare il cancro al seno maggiore del 25% di coloro che invece adottano metodi contraccettivi naturali.

La pillola anticoncezionale, spesso chiamata semplicemente "la pillola", è stata approvata per la prima volta 60 anni fa. Il contraccettivo orale ha cambiato vite e stili di vita, ha avuto e continua ad avere un impatto enorme. Inizialmente, l'industria farmaceutica la commercializzò come trattamento per i disturbi mestruali, tuttavia il nuovo metodo contraccettivo riusciva a scindere il sesso per divertimento dal sesso per la riproduzione e realizzò concretamente il motto ‘l'utero mio lo gestisco io’,  dando compimento alla rivoluzione sessuale che ci ha portato alla drammatica crisi antropologica, culturale, civile e morale (anche della Chiesa, come ricordava Papa Benedetto XVI) che viviamo oggi. 

"Se aumenta il rischio, le donne devono essere informate di questo. Devono essere in grado di fare una scelta informata", ha dichiarato alla Catholic News Agency la dottoressa Marguerite Duane, professore associato aggiunto presso la Georgetown University e la Duquesne University School of Medicine. È anche direttrice esecutiva della Fertility Appreciation Collaborative to Teach the Science (FACTS), un gruppo di medici, operatori sanitari ed educatori che forniscono informazioni sui metodi di pianificazione familiare naturali o basati sulla consapevolezza della fertilità.

Qui sta il punto nodale che ha valore per chiunque, cristiano, cattolico, musulmano, ateo: è necessaria una seria informazione, indispensabile perché alcune donne possano scegliere di correre questo rischio, mentre altre donne con fattori di rischio come una storia familiare di cancro al seno, possano invece scegliere di non farlo o di interrompere la somministrazione o l’uso della pillola contraccettiva ormonale, sempre cancerogena. Ma il pericolo del cancro al seno è solo uno dei tanti rischi della contraccezione ormonale, insieme a molti altri, tra cui i frequenti coaguli di sangue che possono portare a ictus, ischemie e infarti nelle donne. Solo una domanda: come mai moltissimi e importanti network informativi di tutto il mondo, inclusa l’Europa, hanno presentato questi pericoli ed il recente studio ed in Italia sinora è rimasto ‘tabù’ e rimane un tabù ogni discorso sui metodi naturali sicuri e salutari?