Ordinati dal Papa i nuovi vescovi ausiliari di Roma
«Nella città, capitale del grande impero, la pietra scartata diventò il vessillo di una nuova speranza, quella del Regno di Dio», ha ricordato Leone XIV nel rito celebrato sabato 2 maggio in Laterano per l'ordinazione episcopale di mons. Stefano Sparapani, mons. Andrea Carlevale, mons. Alessandro Zenobbi e mons. Marco Valenti.
La Chiesa di Roma «ha una singolare vocazione all’universalità e alla carità grazie al suo peculiare legame con Cristo, risorto e vivo, fondamento dell’edificio spirituale di pietre vive che è il popolo santo di Dio»: durante il rito di ordinazione episcopale dei nuovi ausiliari di Roma, celebrato in Laterano sabato 2 maggio, Leone XIV ha incentrato l'omelia sul «Mistero che ci coinvolge e trasforma dal di dentro anche la città», fondata sulla «pietra scartata» che è divenuta «pietra angolare». In questo «dinamismo portato a Roma dagli apostoli Pietro e Paolo» vengono così inseriti i nuovi vescovi: Stefano Sparapani, Andrea Carlevale, Alessandro Zenobbi e Marco Valenti.
«In questa città, capitale del grande impero, la pietra scartata diventò il vessillo di una nuova speranza, quella del Regno di Dio»: così il Papa evidenzia il rovesciamento di prospettiva tra la logica delle Beatitudini e del Magnificat rispetto a quella del dominio. Un rovesciamento che porta a diventare «pietre scartate dagli uomini e scelte da Dio» per annunciare «che in Cristo, nostra pietra angolare, nessuno è escluso dal diventare parte attiva dell’edificio santo che è la Chiesa e della fratellanza fra gli esseri umani», in modo che «nessuno deve pensarsi come scartato da Dio, e voi sarete araldi di questa bella notizia che è al centro del Vangelo», ha detto ai nuovi vescovi, cui ha chiesto di aiutarlo, insieme al cardinal vicario, «ad essere riflesso del Buon Pastore per il popolo romano e a presiedere alla carità di tutto il popolo santo di Dio sparso sulla terra».

