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Messori e Lourdes, luogo della fede rocciosa

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Vittorio raccolse il testimone degli studi da Don Laurentin. Lourdes ha trovato in Messori uno studioso capace di cogliere appieno il significato e il dono delle Apparizioni. Sarebbe bello che il Santuario gli dedicasse un luogo. 

Ecclesia 09_04_2026

La conoscenza con Vittorio non poteva non nascere che su Lourdes.  Oltre ai libri che seguirono, furono in primo luogo i grandi articoli che aveva pubblicato sul Corriere della Sera – direttore Ferruccio De Bortoli – su Lourdes, Bernadette e Nevers e non ultimo il documentario - da lui firmato per la Rai – all’interno del quale aveva radunato il meglio delle voci: Don René Laurentin, Dom Bernard Billet, l’ex Rettore del Santuario Padre Bordes solo per citarne alcuni. 

In occasione della realizzazione del documentario, Vittorio ricevette dalle Suore di Nevers – ove si trova  il corpo incorrotto di Santa Bernadette – un regalo inatteso: la possibilità di toccare la mano della Santa che trovò, parole sue, “elastica”. Quel gesto lo raccontò anche sulle pagine del Corriere e ciò permise ai lettori del quotidiano di conoscere la straordinaria storia di Bernadette. Per Vittorio Lourdes era un “caso serio” e quando ne parlava tirava un filo rosso tra le varie Apparizioni che si succedettero a poca distanza di tempo  nella laica Francia.

Da fine studioso apprezzava il lavoro, unico nel suo genere, condotto da Don Laurentin e Dom Billet. Ogni parola pronunciata da Bernadette e dai protagonisti era stata oggetto di indagine, raccolta e analisi da parte di questi fini studiosi che condussero un monumentale lavoro di “scavo archivistico” per il centenario delle Apparizioni nel 1958. I verbali di interrogatorio della Santa da parte delle autorità di polizia e giudiziaria, come quelli delle decisioni prese per contenere il “fenomeno Lourdes”.

E ancora il ruolo del Bureau Medical e il processo per il riconoscimento delle guarigioni inspiegabili sulla base delle conoscenze scientifiche dell’epoca. Una risposta inattaccabile verso lo scientismo positivista che avanzava in Francia. Bernadette o meglio, come la chiamava Vittorio “la mia Berny”, era un personaggio che l’aveva affascinato per la sua forza morale e la sua fede semplice e granitica. Non aveva paura di nessuno e di nulla.

In un certo senso Vittorio aveva raccolto il testimone degli studi da Don Laurentin. Ricordo il primo incontro a casa sua a Desenzano per invitarlo a tenere una riflessione presso il Santuario di Oropa con i responsabili delle diverse sezioni OFTAL. Ovviamente conosceva già l’Associazione, ma rimase colpito  dalla figura dell’allora Presidente Generale dell’Opera Monsignor Franco Degrandi che venne con me da lui.  Don Franco era un uomo di grande fede e spiritualità, ieratico che gli ricordava - anche per l’aspetto fisico - il suo amico Don Laurentin. Da quell’incontro a Oropa ne seguirono diversi altri a Milano, a Vercelli e a Lourdes senza dimenticare gli scambi epistolari.

Lourdes per Vittorio era sì “clinica dell’anima” (secondo la definizione di Paolo VI), ma anche e soprattutto luogo della fede “rocciosa” che raduna gli umili di cuore. Ricordava sempre un mese di agosto trascorso a Lourdes ospite del Vescovo locale su suggerimento dell’allora direttore del Lourdes Magazine François Vayne. Raccontava i suoi momenti di silenzio e preghiera alla Grotta; li legava alla sua fede alimentata con la cara consorte Rosanna. 

Lourdes ha trovato in Vittorio non tanto un cantore, ma uno scrittore e uno studioso capace di cogliere (e di far cogliere) appieno il significato e il dono di quel luogo, di quelle Apparizioni, di quell’incontro che ancora oggi si rende vivo ogni volta che malati e sani (ma quanto questa distinzione è ormai superata?) si recano ai piedi della Grotta a pregare la Vergine, a toccare la roccia, a bagnarsi con l’acqua e a accedere un cero. A Lourdes vi è al centro il fondamento della fede. Quel “Cristo è risorto” che viene testimoniato ogni giorno nelle processioni e nelle messe che si susseguono senza sosta. Sarebbe bello che da parte del Santuario sorgesse il desiderio di dedicare un luogo  al ricordo di Vittorio.