Schegge di vangelo a cura di don Stefano Bimbi
Santa Lutgarda a cura di Ermes Dovico
SCHEGGE DI VANGELO

L’ultimo agguato

Tu sei invidioso perché io sono buono? (Mt 20,15)

Schegge di vangelo 23_08_2023 English Español

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all'alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: "Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò". Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno, e verso le tre, e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: "Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?". Gli risposero: "Perché nessuno ci ha presi a giornata". Ed egli disse loro: "Andate anche voi nella vigna". Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: "Chiama i lavoratori e da' loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi". Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma anch'essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone dicendo: "Questi ultimi hanno lavorato un'ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo". Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: "Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest'ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?" Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi». (Mt 20,1-16)

L’invidia non fa parte di Dio, né ci sarebbe posto per essa nel mondo se il peccato originale non l’avesse fatta prosperare. I doni di Dio sono infatti abbondanti per tutti, perché dunque ci dovrebbe dare fastidio se anche altri ne possono partecipare? La causa potrebbe stare nel nostro orgoglio, che ci fa sentire figli unici, non davvero fratelli, quindi con più diritto di accampare le nostre richieste e affermare i nostri meriti rispetto agli altri. Stai sempre attento a non voler primeggiare perché l’invidia ti può tendere il suo ultimo agguato anche alla fine della tua vita e disperdere quanto hai fatto di buono fino a quel momento.