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STORIA DIMENTICATA

La Decima, lo Sbarco in Lombardia e altri mostri di ignoranza

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Storia dimenticata, rielaborata, strumentalizzata. Passino i giornalisti che confondono Lombardia con Normandia, ma Travaglio riscrive la storia dello sbarco. E sulla Decima Mas, chi conosce davvero la sua storia prima e dopo l'8 settembre?

Cultura 18_06_2024
Vannacci ospite di Parenzo, a proposito di Decima Mas (La Presse)

C’è un’immagine di un film del 1961 che rispecchia perfettamente il momento attuale. Si tratta di Fantasmi a Roma di Antonio Pietrangeli, dove, nel finale, un fantasma interpretato da uno strepitoso Vittorio Gassman, a cavallo di una scala dei pompieri, grida disperatamente: «Al fuoco! Al fuoco! La fiaccola dell’ignoranza ha appiccato il fuoco al mondo!».

E così, in questi giorni, ci è toccato sentire che in ben quattro telegiornali di diverse reti, gli «angloamericani sono sbarcati in Lombardia il 6 giugno 1944». Questa, però, poteva essere solo una parentesi grottesca su uno stato di ignoranza diffuso se Marco Travaglio, a dispetto della sua solita puntigliosità, non avesse pubblicato sul suo blog questa riscrittura della Seconda Guerra Mondiale: «Per molti storici, lo sbarco in Normandia fu un inutile massacro di soldati mandati al macello senza preparazione né copertura, un flop militare che sortì l’effetto di ringalluzzire i tedeschi».

Orbene, che gli Alleati abbiano dovuto penare due mesi per superare le difese tedesche in cruentissimi combattimenti è indubbio: ma che, sfondate le difese germaniche in Normandia alla fine di luglio, siano arrivati a Parigi il 19 agosto e a Bruxelles il 3 settembre è altrettanto vero. Che un personaggio noto possa dire quello che vuole, ormai è un dato più subìto che accettato visto che ci saranno stuoli di lettori che crederanno ciecamente a quanto ha detto il “guru” di turno su qualsiasi argomento, infischiandosene delle indagini che smontano, per esempio, la versione di Travaglio sulla guerra in Ucraina. Su questo punto si consiglia la visione di una lunghissima diretta di Parabellum, Una Storia “Travagliata”.

Poiché, tuttavia, al peggio non c’è fondo, ecco che ritorna l’annosa polemica sulla Decima flottiglia MAS, sfruttata a fini elettorali dal generale Roberto Vannacci e divenuta un mantra di diversi esponenti della Destra (Fratelli d’Italia e Lega). Andrea Crippa (Lega): «Cantare “Bella ciao” è peggio che inneggiare alla Decima Mas». Domenico Furgiuele (Lega) ha fatto il segno della Decima Mas incrociando le braccia, affermando che faceva il segno di X Factor. Ormai la polemica è tracimata e anche la Sinistra boccheggia penosamente senza riuscire a controbattere con efficacia, condannando tutta la storia della Decima MAS senza fare noiosi e pedanti distinguo. Il principale problema della Sinistra è, infatti, la non conoscenza dolosa della storia militare, materia riservata a noti sadici sanguinari e guerrafondai come, ad esempio, il prof. Alessandro Barbero. L’approccio della Sinistra è riassumibile in una mirabile dissertazione del prof. Roberto Vecchioni di un anno fa. Il docente (nonché grande cantautore) aveva ammannito un pippone in latino senza minimamente citare l’affondamento della corazzata Santo Stefano a Premuda nel 1918, le imprese di Gibilterra e di Alessandria durante l’ultima guerra e, per completezza la battaglia di Tarnova con cui la Decima difese Gorizia contro il IX corpus jugoslavo nel 1945. Questa sarebbe l’informazione corretta della Sinistra. Vecchioni avrebbe potuto  dire, ad esempio, che i reparti di fanteria di marina della Decima, durante la guerra antipartigiana, avevano fucilato circa 300 italiani (tra partigiani e civili) aggiungendo, però, che i reparti navali della Decima avevano affondato decine di navi senza che vi fosse mai la perdita di una sola vita umana; ma la Storia è troppo complessa per questo nostro reo tempo.

Una informazione completa e storicamente corretta smonterebbe alla base le strumentalizzazioni adoperate, tra gli altri, dal generale Vannacci. Il quale, con la sua storia e la sua esperienza, non può non sapere che la gran parte dei reduci dalle imprese della Decima durante la Seconda Guerra Mondiale non aderirono alla Repubblica Sociale.

Per limitarsi solo a chi fu decorato con la medaglia d’oro al valor militare, sopravvivendo alla guerra, si possono fare i seguenti nomi:

- Gino Birindelli: caduto prigioniero a Gibilterra nel 1940 dopo aver trascinato sul fondo della baia per cento metri un quintale di esplosivo, partecipò alla guerra di liberazione con missioni sulle coste jugoslave.

- Luigi Durand de la Penne, caduto prigioniero nell’impresa di Alessandria, partecipò alla guerra di liberazione. Come lui fecero anche i suoi compagni Vincenzo Martellotta, Spartaco Schergat, Mario Marino e Antonio Marceglia. 

- Emilio Bianchi, invece, non aderì alla monarchia e rimase in prigionia fino alla fine della guerra, venendo comunque omaggiato, nel 2012, in occasione del suo centesimo compleanno, dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Anche Emilio Barbieri rimase in prigionia per non aderire alla monarchia.

Altri reduci che non aderirono al Regno del Sud furono Luigi Ferraro ed Eugenio Wolk mentre il capitano di vascello Ernesto Forza creò Mariassalto, l’erede della Decima MAS nella nuova Regia Marina, meritando una medaglia d’argento per un’incursione su Genova nell’aprile del 1945 e una d’oro per un’impresa nel Canale di Sicilia nel 1941. Di particolare valore le imprese degli incursori a La Spezia nel 1944, dove affondarono l’incrociatore Bolzano ma, soprattutto, quella di Genova il 19 aprile 1945 quando il sottotenente di vascello Nicola Conte e il sottocapo Evelino Marcolini penetrarono nel porto a bordo di un Siluro a lenta corsa e affondarono la portaerei italiana “Aquila” per impedire che i tedeschi la adoperassero per bloccare l’ingresso al porto.

E, a questo punto, una domanda ai nostalgici del fascismo, compreso l’esimio generale Vannacci: de la Penne, Birindelli, Schergat, Martellotta, Marino e Marceglia, Forza, Conte e Marcolini erano traditori, avendo combattuto per il Re, o patrioti? E alla Sinistra: se un Napolitano ha reso omaggio a Emilio Bianchi voi chi siete per non fare altrettanto?

A fronte di questa incapacità di guardare la complessità della Storia, la decisione del contrammiraglio Massimiliano Rossi di non far gridare “Decima!” agli incursori, durante la sfilata del 2 giugno, appare una scelta amara ma prudente. Questa incapacità di voler capire cosa è stata la storia, non può che portare a contrapposizioni sempre più selvagge dove un deputato (Leonardo Donno del M5S) è stato aggredito da almeno quattro suoi colleghi per aver mostrato un tricolore all’onorevole Roberto Calderoli. Ricordare che, anche in passato, vi sono stati scontri fisici in parlamento e non solo tra Destra e Sinistra, serve a poco: perché un’ignoranza come quella che, oggi, «ha appiccato il fuoco al mondo», non si è mai vista.