La Bibbia di Borso d'Este da Leone XIV: "Si può sfogliare?"
Un capolavoro assoluto della miniatura al centro della mostra Et Vidit Deus Quod Esset Bonum, da poco conclusa nella Biblioteca del Senato. Per la quarta volta tra le mani di un Pontefice, dopo Paolo II, il beato Pio IX e san Giovanni Paolo II.
Ha chiuso da poco i battenti la mostra Et Vidit Deus Quod Esset Bonum – La Bibbia di Borso d’Este. Un capolavoro per il Giubileo presso la Biblioteca del Senato, ma prima di far ritorno a casa, nella Biblioteca Estense di Modena, il capolavoro ha fatto tappa in Vaticano. Leone XIV, che già in dicembre aveva visitato la mostra, questa volta ha potuto vedere l'opera direttamente "a domicilio", ricevendo il presidente del Senato Ignazio La Russa, con il segretario generale del Senato Federico Toniato, e il direttore delle Gallerie Estensi, Alessandra Necci. Il manoscritto miniato in due volumi e oltre mille pagine fu realizzato nel corso di sei anni, tra il 1455 e il 1461, da una squadra di miniatori con a capo Taddeo Crivelli.
«Si può girare qualche pagina?», ha chiesto Leone XIV visibilmente emozionato e forse un po' timoroso di rovinarla: «Ci vogliono i guanti...», ha aggiunto. Non solo può, gli dicono, ma «deve» toccarla, ed è il quarto papa nella storia a sfogliare la preziosissima opera con le sue mani, dopo Paolo II, cui fu mostrata personalmente dal committente e proprietario, il duca Borso d'Este, e poi il beato Pio XI e san Giovanni Paolo II. La famiglia Panini, presente all'incontro, ha donato un pregiato fac-simile dell'opera al Papa, che potrà così ammirarla quando vorrà e senza timori. Ma chiunque può sfogliarla almeno virtualmente nel sito della Biblioteca Estense (qui e qui), lasciandosi letteralmente «illuminare» da una delle massime espressioni di «quell'arte – citando Dante che incontra Oderisi da Gubbio – ch'alluminar chiamata è in Parisi» (Purg. XI,81).

