a cura di Anna Bono
  • Induismo

In India un altro stato adotta una legge anticonversioni

Il 17 maggio in India un altro stato, il Karnataka, ha adottato la legge anticonversione che proibisce e sanziona duramente chi con la forza o con l’inganno converte la popolazione di fede indù ad altre religioni e prevede, data la gravità attribuita al reato, che le persone in attesa di giudizio non possano ottenere la libertà su cauzione. Nei nove stati in cui era già in vigore, la legge viene spesso usata dai fondamentali indù per perseguitare i cristiani accusandoli ingiustamente di estorcere conversioni. Il Bjp, il partito che è alla guida del governo del Karnataka ed è anche il partito del primo ministro Narendra Modi, ha chiesto e ottenuto di adottare una procedura d’urgenza che ha permesso di varare la legge benché la Camera alta, il secondo ramo del parlamento, non l’avesse ancora esaminata e votata. Solo 24 ore prima, il 16 maggio, il governatore dello stato, Thaawar Chand Gehlot, aveva ricevuto una delegazione una delegazione cattolica guidata da monsignor Peter Machado, arcivescovo di Bangalore, che gli aveva consegnato un memorandum contenente le motivazioni per cui le minoranze religiose chiedevano di non adottare la legge. Il governatore aveva promesso di valutare attentamente il contenuto della legge prima di decidere se firmarla. “È motivo di grande preoccupazione – aveva dichiarato nei giorni precedenti monsignor Machado – che la legge anti-conversioni diventi uno strumento a disposizione di frange estremiste per prendere la legge nelle loro mani e viziare l'atmosfera con provocazioni, false accuse e disordini comunitari”. Da un altro stato indiano, l’Andhra Pradesh giunge invece la notizia che nella notte tra il 14 e il 15 maggio sono state dissacrate le statue della Madonna, di Gesù Bambino e del Sacro cuore di Gesù del santuario di Guntur, che sorge su una collina in cima alla quale la comunità cristiana ha eretto una croce. L’atto vandalico si deve molto probabilmente agli integralisti indù che dallo scorso anno sostengono a torto che al posto della croce sorge un tempio indù e sobillano la popolazione. È stato il segretario nazionale del partito di governo, il BJP, a diffondere la falsa informazione con un tweet in cui accusava la “mafia cristiana” di aver costruito “una croce illegale” dove sorge il tempio di una divinità locale. La polizia stessa aveva smentito la notizia spiegando che si tratta di due colline diverse, ma le ostilità sono continuate.