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Il lascito di Iannaccone: la fede come luce e non come cornice

A dispetto dell’irrilevanza di una Chiesa sempre più appiattita sulle posizioni del mondo, c’è stata e c’è una notevole vivacità culturale nel laicato cattolico; Mario Iannaccone ne è stato uno splendido esempio.

Cultura 20_05_2026

Così ci lascia un altro grande intellettuale cattolico, Mario Iannaccone; è andato avanti, come dicono gli alpini, questa mattina, alle 7.30, all’ospedale San Gerardo di Monza, dove era ricoverato per un tumore che lo aveva colpito due anni fa.

Intellettuale vero, Mario: dall’erudizione tanto vasta quanto profonda era la sua cultura. Intelligente, capace di «vedere dentro» le parole e le cose; era stato uno dei pochi, ad esempio, a capire la differenza di sapore heideggeriano tra Occidente ed Europa, e a sostenerla coraggiosamente in pubblico. E sensibile, straordinariamente sensibile; al punto – confessava candidamente – di non riuscire a vedere un film di Tarkovskij senza commuoversi ogni volta.

Ma il punto che colpiva di più era la sua immensa umiltà: ascoltava pazientemente, rispettosamente, senza mai vantarsi di saperne o di capirne più degli altri.

Abbandonata precocemente una carriera accademica che poteva essere più che promettente, aveva dispiegato il suo genio in articoli, libri, traduzioni e conferenze. Molte collaborazioni, nessuna appartenenza; al punto da descriversi goliardicamente nemmeno come il proverbiale cane sciolto - fin troppo docile - quanto, piuttosto, un «gatto sciolto».

Tra i suoi temi preferiti, il lato oscuro della nostra società moderna: esoterismi, società segrete, operazioni segrete… questi sono i temi che ha affrontato nei suoi numerosissimi libri, alcuni dei quali sono diventati un riferimento imprescindibile nel tema trattato. Ad esempio, Rivoluzione Psichedelica. La CIA, gli hippies, gli psichiatri e la rivoluzione culturale degli anni Sessanta (Sugarco 2008 e Ares 2022); oppure Meglio regnare all’inferno. Perché i serial killer popolano il cinema, la letteratura e la televisione (Lindau 2017). Ma non disdegnava neppure la letteratura, non solo come critico e consulente editoriale, ma anche come docente di tecniche di scrittura creativa presso la IDF School di Milano (1999-2004) e la Scuola di Scrittura Creativa A. Dumas (dal 2004). Negli ultimi anni aveva portato la sua voce anche su diversi canali YouTube, lasciando un patrimonio culturale di straordinario valore.

A dispetto dell’irrilevanza di una Chiesa sempre più appiattita sulle posizioni del mondo, c’è stata e c’è una notevole vivacità culturale nel laicato cattolico; Mario Iannaccone ne è stato uno splendido esempio. Ma egli rappresentava qualcosa di ancor più raro: un uomo che pensava sub specie aeternitatis, con la fede come luce e non come cornice. Lo affidiamo alla misericordia di Dio, certi che quella ricerca instancabile della verità che ha animato tutta la sua vita non si è interrotta, ma solo trasferita altrove.