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LA PROCLAMAZIONE

Giovanni Paolo I beato. E Francesco “risponde” a Delpini

Ieri la beatificazione in Piazza San Pietro di Giovanni Paolo I. Nell’omelia, Bergoglio ha elogiato la figura di Luciani e alcune sue parole possono essere interpretate come una risposta al clamoroso discorso di mons. Delpini sulla porpora al vescovo di Como.

Ecclesia 05_09_2022

Giovanni Paolo I è beato. Sotto una pioggia battente che non ha risparmiato diversi cardinali e vescovi presenti in piazza San Pietro per i quali non c'erano ombrelli a sufficienza, il Papa ha presieduto la celebrazione con il rito della Beatificazione.

Francesco ha elogiato la figura di Luciani in un’omelia che, se letta attentamente, potrebbe essere interpretata in alcune parti come una risposta al clamoroso discorso nella solennità di Sant’Abbondio fatto da monsignor Mario Delpini. Parole che, seppur attingendo al registro dell’ironia, manifestavano tutto il fastidio dell’arcivescovo di Milano per l’elevazione al cardinalato di un suo suffraganeo, il vescovo di Como Oscar Cantoni. Bergoglio ha detto che “si può andare dietro al Signore, infatti, per varie ragioni e alcune, dobbiamo riconoscerlo, sono mondane: dietro una perfetta apparenza religiosa si può nascondere la mera soddisfazione dei propri bisogni, la ricerca del prestigio personale, il desiderio di avere un ruolo, di tenere le cose sotto controllo, la brama di occupare spazi e di ottenere privilegi, l’aspirazione a ricevere riconoscimenti e altro ancora”. “Questo succede oggi fra i cristiani - ha aggiunto - ma questo non è lo stile di Gesù e non può essere lo stile del discepolo e della Chiesa”, per poi concludere con un perentorio “se qualcuno segue Gesù con questi interessi personali, ha sbagliato strada”.

Mentre cominciava a piovere, il Papa è arrivato sul sagrato in sedia a rotelle e senza essere protetto dall'ombrello. Di buon umore, al termine della Messa si è fermato a salutare i membri del Collegio presenti in piazza e al cardinale Silvano Maria Tomasi ha fatto uno scherzoso cenno, portandosi la mano alla gola come a mimare una decapitazione. Un probabile riferimento ironico, ma emblematico, allo scioglimento del Sovrano Consiglio e alla decadenza delle Alte Cariche dell'Ordine di Malta disposti sabato mattina. Nell'omelia, Francesco ha presentato Luciani come il simbolo di “una Chiesa con il volto lieto, sereno e sorridente, che non chiude mai le porte, che non inasprisce i cuori, che non si lamenta e non cova risentimento, non è arrabbiata e insofferente, non si presenta in modo arcigno, non soffre di nostalgie del passato”. La ragazza argentina protagonista del miracolo attribuito all'intercessione di Giovanni Paolo I non era presente ieri a causa di un infortunio che le ha impedito di prendere l'aereo.

Il maltempo ha scoraggiato l'afflusso delle grandi occasioni, ma faceva una certa impressione vedere così tanti spazi vuoti a Roma per l'ultimo pontefice italiano della storia. Eppure quella di Albino Luciani, nonostante i soli 33 giorni di pontificato, è sempre stata una figura altamente attrattiva e molto amata nella coscienza popolare nazionale. Anche questo è un segno dei tempi: il cattolicesimo che arretra in una nazione un tempo prediletta come l'Italia. A questo proposito, proprio ieri L'Osservatore Romano ha pubblicato un'intervista al neopresidente della Cei, il cardinale Matteo Maria Zuppi, che ha sostenuto la “necessità di non continuare ad agitare la secolarizzazione come causa di tutti i nostri mali” perché “non è un giorno che viviamo ormai in un ambiente secolarizzato; il tema è semmai quello di saper accogliere le domande che oggi ci pone l'uomo secolarizzato”. In questo senso, l'arcivescovo di Bologna ha anche più volte citato Benedetto XVI e la sua profetica scommessa sulle minoranze creative.

Probabilmente è vero che la secolarizzazione non può più essere un alibi per i cattolici italiani. Ma è anche vero che per saper accogliere le domande dell'uomo secolarizzato di oggi non bisogna dimenticare di imitare l'esempio del nuovo beato Albino Luciani che, come ha detto ieri Francesco, ha vissuto “nella gioia del Vangelo, senza compromessi”.