Fratel Columba O'Neill, il calzolaio che faceva miracoli
Al secolo John, il 9 luglio 1874 entrava nella Congregazione di Santa Croce come fratello laico. A Notre Dame (Indiana) riparava le scarpe, ma quanti si recavano da lui ricevevano l'immagine del S.Cuore e del Cuore Immacolato e un numero crescente di guarigioni.
Ai più non è molto nota la Congregazione di Santa Croce fondata nel 1837 dal beato Basile-Antoine Marie Moreau, ma annovera ben due "uomini dei miracoli" pressoché contemporanei, vissuti a cavallo tra l'Ottocento e i primi decenni del Novecento, rispettivamente in Canada e USA: di sant'André Bessette, il barbiere, factotum e portinaio che divenne l'uomo dei miracoli di Montreal, abbiamo già parlato sulla Bussola; l'altro è il servo di Dio Columba O'Neill, che i miracoli li faceva nella bottega di calzolaio a Notre Dame, in Indiana. Il primo "operava" insieme a san Giuseppe, il secondo insieme al Sacro Cuore.
Columba, al secolo John, entrava nella congregazione il 9 luglio 1874. Era nato nel 1848 a Mackeysburg, in Pennsylvania, da una famiglia di immigrati irlandesi e in seguito avrebbe assunto il nome del santo loro connazionale durante il noviziato a Notre Dame. Curioso paradosso della Provvidenza: proprio lui che era venuto al mondo con la salute cagionevole e una malformazione congenita al piede (che gli costò dolori fisici e umiliazioni) avrebbe riparato le scarpe altrui – e non solo le scarpe! Il mestiere di calzolaio lo apprese già prima dell'ingresso nella vita religiosa, quando fu chiaro che in miniera non poteva lavorare. Ed era un calzolaio molto pio, dall'intensa vita di preghiera.
Pronunciato il quarto voto di missione, si aspettava di andare in India e invece rimase in Indiana, nell'orfanotrofio di San Giuseppe a Lafayette – dove si verificarono le prime guarigioni, che lui si affrettò ad attribuire al Sacro Cuore di Gesù per mezzo del Cuore Immacolato di Maria. Dal 1885 ritornò a Notre Dame, presso l'università della congregazione, dove gli venne affidata la bottega di calzolaio. Il suo antico mestiere divenne occasione di apostolato e di consolazione. Quanti si recavano da lui ricevevano l'immagine del S.Cuore e del Cuore Immacolato e un numero crescente di guarigioni, che egli otteneva pregando continue novene per ciascuno dei suoi "clienti". Un flusso di grazia testimoniato anche dalla corrispondenza.
«La vita e l'eredità di fratel Columba hanno attirato nuova attenzione in seguito al ritrovamento, avvenuto nel 2020 di scatole contenenti lettere e altri oggetti negli archivi della Provincia del Midwest dei Fratelli della Santa Croce», scrive Susan Klemond su National Catholic Register, che riporta il numero impressionante di ben 7mila lettere datate e altre 3mila non datate o datate parzialmente. Ben 30mila i distintivi del S.Cuore e 10mila del Cuore Immacolato di Maria distribuiti da fratel Columba: «Credeva veramente che la devozione al Sacro Cuore fosse molto potente», ha commentato a NCR l'archivista fratel Philip Smith: «E quella era la sua devozione. Diceva alla gente: "Dovete prendere il distintivo e credere che questo accadrà"».

