Eutanasia in Francia, così la massoneria ha spinto per la legge
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In un comunicato inviato ai parlamentari transalpini venti giorni prima dell’approvazione della legge su eutanasia e suicidio assistito, il Grande Oriente di Francia dichiarava di sostenere senza riserve il “diritto” a morire. Ecco la vera storia di un progetto che risale ad almeno gli anni Ottanta.
I conti, in Francia, non tornano. Com’è stato possibile che il disegno di legge sul «diritto all’aiuto a morire», bocciato già tre volte dal Senato, sia tornato al voto per la quarta volta in meno di un anno all’Assemblea Nazionale fino alla sua approvazione del 15 luglio 2026? Com’è stato possibile, essendosi opposti ad esso giuristi, esperti in cure palliative, i vescovi e 800.000 medici e operatori sanitari che il 16 febbraio 2023 pubblicarono addirittura una lettera aperta sul quotidiano Le Figaro in cui resero esplicita la loro contrarietà? Certo, il presidente Emmanuel Macron non ha mai fatto mistero di volere, fortissimamente volere l’eutanasia nel suo Paese, arruolando subito in questa folle partita i fedelissimi del suo partito, Renaissance, oltre all’entusiastica armata Brancaleone rappresentata dai gruppi di Sinistra e dai Radicali. Ma perché tanta ostinazione?
A tutto questo c’è una risposta, molto chiara. E questa risposta sta nel comunicato del Grande Oriente di Francia, pubblicato integralmente nei giorni scorsi dal quotidiano online Tribune Chrétienne. Questo documento, firmato dal Gran Maestro Pierre Bertinotti, è stato inviato lo scorso 25 giugno a tutti i parlamentari francesi. Per dire loro che cosa? Per far sapere che la massoneria appoggiava apertamente e «senza riserve» la legge su eutanasia e suicidio assistito in nome della «libertà di coscienza», ritenendola «vero motore di progresso sociale» contro le «lobby religiose» “cattive” e restie «a qualsiasi evoluzione in materia di diritti e libertà per l’individuo».
Invocando «dignità e laicità», i grembiulini d’Oltralpe hanno lanciato ancora una volta il loro empio urlo: «rifiutare l’aiuto a morire significa rifiutarsi di riconoscere che la libertà si estende fino alla fine della vita», in nome di un’autonomia individuale assurta a principio supremo di tutto. Il che, tradotto, vuol dire infischiarsene della tutela dei più fragili, dei malati e degli anziani, spesso prede di pressioni più o meno esplicite, tuttavia dolorose e reali; ma vuol dire anche mortificare lo sviluppo delle cure palliative e incoraggiare il suicidio; soprattutto significa – e in questo consiste il loro grido sacrilego – strappare a Dio, unico Signore della vita, ciò che Gli compete.
Se i cattolici avessero inviato un comunicato simile ai parlamentari francesi, subito si sarebbe gridato all’invasione di campo, all’interferenza indebita da parte delle sagrestie, al pericolo curiale! Invece no, il comunicato è giunto dal Grande Oriente di Francia e tutto va bene, tutto sembra apparentemente normale, nessuno fiata. Di certo, però quanto accaduto aiuta a chiarire come il dibattito sull’eutanasia non sia più da considerarsi né tecnico, né medico, bensì meramente ideologico. Ecco, allora, da dove giunge tanta ostinazione.
Ostinazione che peraltro viene da lontano, non è certo sorta adesso. Bisogna tornare indietro più di quarant’anni per intercettare il congresso promosso a Nizza nel 1984 dall’Associazione per il Diritto a Morire con Dignità (ADMD) sul tema Scegliere la propria vita, scegliere la propria morte. Ebbene, l’ADMD venne fondata da Pierre Simon, già Gran Maestro della Gran Loggia di Francia, e fu presieduta a lungo da Henri Caillavet, già membro del Grande Oriente di Francia.
In quest’ottica si capisce meglio anche la visita compiuta dal presidente Macron il 5 maggio 2025 presso la sede della Gran Loggia di Francia, quando disse: «La Repubblica non è solo a casa nella Massoneria. È nel suo cuore e nella sua anima. La Massoneria è in prima linea nella battaglia, la battaglia che conta se vogliamo plasmare questo secolo per il bene dell’umanità». E fu in quel contesto che confidò di voler «rendere l’uomo libero artefice della propria vita, dalla nascita alla morte». Dalla nascita alla morte: il messaggio fu molto chiaro e oggi capiamo meglio anche a cosa si riferisse, cosa Macron stesse promettendo ai grembiulini d’Oltralpe.
È stata la massoneria, quindi, grazie ai suoi inquietanti intrecci col mondo della politica e dei media, ad imporre prima l’aborto e ora l’eutanasia in Francia. E altrettanto cercherà di fare anche in altri Paesi. Questo non dovrebbe far suonare più di un campanello d’allarme?
Eutanasia, ecco i punti principali della nuova legge francese
La legge approvata in Francia lo scorso 15 luglio riconosce un vero e proprio diritto soggettivo ad uccidersi o a farsi uccidere, omicidio del consenziente incluso. L’obiezione di coscienza è riconosciuta solo in parte. Un provvedimento radicale che aveva le sue premesse nella legge Claeys-Leonetti.
Francia, passa la legge su eutanasia e suicidio assistito
Con 291 voti favorevoli e 241 contrari, l’Assemblea Nazionale ha approvato la legge sul fine vita. Il testo sarà sottoposto all’esame del Consiglio costituzionale, ma il via libera di quest’ultimo appare scontato. Il monito dei vescovi ai politici cattolici.

