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EDITORIALE

Eppure qualcosa si muove nella società

Sulle «cose che contano» - famiglia, vita, educazione - non ci sono riferimenti politici credibili. Ma la vera novità è il movimento spontaneo che sta partendo dal basso: mamme, insegnanti, nonni, movimenti e associazioni nuove.

Editoriali 01_07_2014
La società si muove

In chi considera il panorama politico italiano dal punto vista delle “cose che contano” c’è un senso di smarrimento e desolazione. Parlo di un sentimento politico, quindi molto razionale e assai poco sentimentale. 

Mentre ci si arrovella su alcuni aspetti della riforma del Senato o si discute sulla immunità parlamentare o sulla riforma della pubblica amministrazione – cose, in tempi normali, molto importanti ma secondarie in questi tempi d’eccezione – una valanga sta investendo la politica italiana su tematiche che riguardano la struttura stessa dell’essere umano e della convivenza.

Zingaretti vieta l’obiezione di coscienza, le Sentinelle in Piedi sono ormai contestate anche dai Comuni come è successo a Ferrara, le biblioteche comunali sono piene di fiabe gay per le scuole materne, le mamme che protestano vengono tacitate da dirigenti scolastici ed assessori, i progetti “Porcospino” ed altri stanno penetrando sistematicamente alle elementari con la scusa di prevenire contro gli abusi sessuali senza che i genitori ne sappiamo niente, si fanno i Gay Pride Bimbi, il governo non dice una parola sul far west generato dalla sentenza della Corte costituzionale sull’eterologa, tutti aspettano come un destino la prossima legge sul matrimonio per tutti. 

Chi ha a cuore questi temi e li considera fondamentali, perché per esempio gli ripugna consegnare un bambino in mano ad una coppia omosessuale come se nulla fosse, non sa a che santo politico votarsi. Una volta c’era il centro destra. Ma ormai anche Forza Italia è stata catturata dalla deriva omosessualista. Il Nuovo Centro Destra esprime qualche testimonianza politica personale ma non di più. Perfino Fratelli d’Italia ha fatto proprio il sofisma: i diritti delle coppie omosessuali sì ma paragonarle alla famiglia naturale mai. Che è meno di una foglia di fico. Sembra reggere la Lega che ha fatto qualche mozione interessante. Uno si chiede se, politicamente parlando, ci sia ancora qualche punto di riferimento attendibile.

Se osserviamo il sistema dei partiti dobbiamo dire di no, se guardiamo alla società civile forse possiamo avere qualche speranza. 

Gli unici fatti veramente nuovi sono capitati altrove rispetto ai palazzi della politica. C’è alla base della società italiana, nelle famiglie, nelle mamme, negli insegnanti, nei nonni, una nuova presa di coscienza che nasce dalla indignazione di quanto sta accadendo di disastroso senza che la classe politica e i media di lusso diano segno di avvedersene. Le mamme che scrivono ai giornali, si riuniscono spontaneamente, organizzano convegni a proprie spese come sta accadendo per esempio a Trieste, dove il collegamento con il settimanale diocesano Vita Nuova ha dato voce a tante insoddisfazioni, sono una novità. Le Sentinelle in Piedi e la Manif pour Tous stanno ottenendo consensi, che aumenteranno man mano che aumenterà la mobilitazione contro di loro dell’apparato a servizio del pensiero unico dominante. Più li si vorrà far tacere e più la loro voce silente si farà sentire. 

Le vecchie sigle, anche del mondo cattolico, sono bloccate nel loro passato e non c’è molto da sperare che ne escano. Sarebbe già tanto che non si accodassero troppo supinamente al nuovo: quanti sono ormai i “documenti di Portogruaro” che accettano le Unioni civili tra omosessuali considerandole un contributo al bene comune (perfino i Vescovi del Lussemburgo si sono detti di questo parere)? Quanti sono i teologi moralisti che nei seminari insegnano la liceità del riconoscimento legale delle unioni civili anche tra coppie omosessuali? Quante sono le associazioni cattoliche che finora non hanno detto una parola su questi gravi temi nell’idea che ciò potesse frenare il dialogo con “gli altri”? C’è tutto un mondo da cui non si può sperare quasi più nulla. E non si tratta solo del mondo politico. Quando un sindaco vuole mettere il crocefisso in tutti gli uffici pubblici e il vescovo dice di no vuol dire che siamo arrivati ad un punto di non ritorno.

Allora su chi sperare? Sulle novità spontanee che stanno accadendo, spesso da parte di fedeli qualunque, mamme, genitori, insegnanti, associazioni battagliere, blog e siti internet che sanno aggregare, movimenti nuovi e senza tessera come le Sentinelle o la Manif. 

Molto dipenderà però da due fattori. Il primo è che questo processo diventi veramente consistente sul piano numerico. Le masse ne sono ancora all’oscuro, perché tutti tramano per tenerlo nascosto. Il secondo è che esso capisca fin da subito il suo significato politico.

Si assiste ormai ad una istituzionalizzazione della ridefinizione della natura umana. La negazione per legge dell’obiezione di coscienza, che sta galoppando in tutto il mondo occidentale, ne è la prova. Dal momento che su questo terreno stanno impegnandosi il governo con le sue Linee Guida e i disegni di legge, il Parlamento con le varie leggi Scalfarotto, le Asl, i Comuni, le scuole pubbliche … l’offensiva è istituzionale e politica e quindi richiede risposte anche istituzionali e politiche.

La speranza è che il movimento in atto nella base sana della società italiana non si limiti ad esprimere delle proteste di mamme esasperate perché alla scuola materna al loro figlioletto si insegna la storia dei pinguini gay che covavano un sasso, ma che emerga e si consolidi la consapevolezza di dare vita ad una iniziativa politica che nasca dalla mobilitazione di massa della base, anche con grandi manifestazioni unitarie di cui molti ormai sentono l’urgenza, ma che non si fermi ad essa.