Schegge di vangelo a cura di don Stefano Bimbi
Sant’Enrico II a cura di Ermes Dovico
SCHEGGE DI VANGELO

Doni profetici

Gli offrirono in dono oro, incenso e mirra (Mt 2,11)

Schegge di vangelo 06_01_2019

Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: «Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo». All’udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: “E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l’ultima delle città principali di Giuda: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele”». Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme dicendo: «Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo». Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese. (Mt 2,1-12)

Lo scopo dei re Magi che seguono la stella cometa è quello di adorare Gesù. Il lungo e faticoso viaggio ha lo scopo di rendere omaggio a qualcuno di veramente importante. I re venuti da oriente si prostrano davanti al Bambino e Gli offrono doni profetici: oro, incenso e mirra. L'oro riconosce nel Bambino un re, visto che questo metallo prezioso non era comune tra la povera gente. L'incenso fa intravedere in Gesù la Sua divinità, infatti il profumo dell'incenso è stato da sempre utilizzato come immagine della preghiera che sale a Dio. La mirra era un prezioso profumo che veniva usato per l'unzione dei cadaveri. Questo dono riconosce in Gesù l'uomo mortale e profetizza il suo sacrificio sulla croce.