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Costanzo, il pifferaio magico della tv nichilista

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Osannato a destra e a sinistra, il conduttore scomparso ha cambiato la tv e soprattutto la mentalità. Il suo salotto ha garantito agli ospiti visibilità, con una punta di esibizionismo, e ha veicolato nelle case degli italiani quella cultura relativista che ha contribuito a degradare la nostra società.

Attualità 28_02_2023

La morte di Maurizio Costanzo ci deve far riflettere su cosa questo giornalista, che raccomandiamo alla misericordia di Dio, ha rappresentato per il nostro Paese.

Certamente ha segnato un’epoca e ha lasciato il segno, specialmente nel genere dell’intervista; ma si è misurato anche in altri campi, ad esempio come paroliere per celebri canzoni o autore teatrale. Nelle sue conversazioni con vari ospiti aveva un atteggiamento che molti definiscono come sornione, in cui creava una sorta di confidenza con l’ospite che gli permetteva di tirare fuori lati intimi, privati, che attiravano l’attenzione del pubblico. Nel suo salotto ai tempi di Bontà Loro e Acquario.

Poi venne il tempo del Maurizio Costanzo Show, dove ci fu un cambiamento che avrà conseguenze importanti sulla storia della televisione (e quindi su quella della cultura), in cui piano piano lo spettatore diveniva protagonista, specialmente se aveva in lui qualcosa di bizzarro. L’inusuale, spesso non in senso positivo, divenne criterio di audience e in questo modo si deformò il gusto di più di una generazione. Non va in TV chi meritava, ma l’esibizionismo era divenuto la chiave che apriva le strade del quarto d’ora di notorietà, per sua natura sempre effimera.

La possibilità di divenire famosi in un istante attirò tutti noi adolescenti e giovani adulti, che non pensavamo più che si è famosi quando si fa qualcosa di notevole nel campo dell’arte, della cultura, della politica o altro, ma quando ci si espone catodicamente. E visto che molte di queste persone non avevano talenti particolare da offrire, ci si abbandonava al grottesco e al ridicolo. Sia detto chiaramente che Maurizio Costanzo era un maestro nel governare questo circo fatto di nani e saltimbanchi, da cui è comunque anche uscito qualcuno che il talento lo aveva davvero. 

Lo Show è stato la madre dei reality, della TV del dolore, del privato esposto in pubblico e Maurizio Costanzo è stato buon maestro per la sua quarta moglie, Maria De Filippi, che ben ha saputo portare avanti l’attività di famiglia portandola a nuovi livelli. Sicuramente una TV di successo, ma è buona televisione? Perché essa è servita (e serve) a veicolare tutti quei cambiamenti nella nostra società che hanno contribuito al forte degrado morale in cui l’Italia, e non solo, versa.

Egli è stato un maestro nel suo genere, per questo ancora più pericoloso, un pifferaio magico che sapeva stare dalla parte di chi garantisce visibilità e potere. Si è mosso nella sua vita, a volte anche pentendosi, fra cultura liberal e massoneria, sinistra e capitalismo.

Quando scampò ad un attentato disse che si ritrovò a pregare. Mi auguro che negli ultimi momenti abbia ritrovato la strada a Dio e possa aver goduto della sua infinita misericordia. Sappiamo che pochi giorni prima di morire chiese all’avvocato Giorgio Assumma, suo grande amico, di recitare insieme un'Ave Maria, chiedendogli cosa c’era dall’altra parte. In fondo quella è stata la sua ultima intervista, ha fatto la domanda che in alcuni suoi programmi faceva ai suoi ospiti: cosa c’è dietro l’angolo? Ora, lui lo sa.